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In Atac si licenzia per lo sciopero della metro

In Atac si licenzia per lo sciopero della metro. Nove responsabili, di cui tre dirigenti, sono sotto tiro per il venerdì nero della metropolitana di Roma e il sindaco Ignazio Marino punta dritto al licenziamento, in particolare di tre dirigenti: si tratta del capo della metro A, Guglielmo Renzi, del coordinatore dei macchinisti e dell’assistente coordinatore. Domani si riunirà la Commissione disciplinare e farà partire le lettere di contestazione. Poi i dipendenti messi sotto accusa avranno 7 giorni di tempo per fornire le proprie contro-deduzioni, assistiti dai loro legali. Dopodiché arriveranno le sanzioni, che il Campidoglio conta di mettere nero su bianco in pochi giorni, «entro metà maggio».
 
IN ATAC SI LICENZIA PER LO SCIOPERO DELLA METRO
Nei giorni scorsi era scoppiata la guerra tra il Campidoglio e i sindacati del trasporto che, per bocca della Cgil, avevano parlato di “caccia alle streghe” e di “giustizialismo sommario che colpisce i lavoratori non risolvendo il problema”. Oltre alla commissione interna, anche l’Autorità di garanzia per gli scioperi ha avviato il procedimento di valutazione su quanto accaduto, e la Procura di Roma ha aperto il fascicolo alla luce dell’esposto del Codacons che segnalava i reati di interruzione di pubblico servizio, violenza privata nei confronti degli utenti, ‘attentati alla sicurezza dei trasporti’. L’attenzione, che prima si era concentrata su un macchinista secondo i passeggeri ‘colpevole’ di aver cominciato 10 minuti prima lo sciopero, innescando l”occupazione’ del convoglio da parte dei passeggeri, adesso si sta spostando verso la Dct (direzione centrale traffico) che avrebbe dato l’ordine di fermare i treni ed evacuare i convogli, con conseguente caos generale. “Ma qualsiasi ipotesi di individuazione dei responsabili è fuori luogo, visto che la Commissione si riunirà solo domani”, fanno sapere dall’assessorato alla Mobilità. Spiega oggi il Messaggero:

Le posizioni più gravi sonoquelle delle tre figure apicali. A partire dal responsabile di esercizio della metroA, Guglielmo Renzi, al timone della prima linea della metropolitana capitolina dal 20 gennaio di quest’anno. Ironia della sorte, la sua nomina era arrivata proprio dopo lo scandalo dei conducenti assenti in massa la notte di Capodanno, un episodio che aveva fatto saltare la poltrona del suo predecessore, Marina Adduce. La mossa però non ha dato i suoi frutti se, come si legge nella relazione finale dalla Commissione d’inchiesta, il nuovo responsabile della Metro A ora viene messo sotto accusa per la «mancata pianificazione delle attività fino all’inizio della fascia di garanzia». In sostanza, Guglielmo Renzi non avrebbe «ripianificato il servizio sulla base delle risorse disponibili per garantire il servizio» agli utenti.
Il coordinatore dei macchinisti invece viene accusato della «mancata riprogrammazione dei turni» e della «mancata segnalazione agli uffici competenti per eventuali precettazioni», mentre l’assistente coordinatore non avrebbe «riposizionato i treni disponibili» per far ripartire le corse e non avrebbe «utilizzato correttamente i macchinisti disponibili, rimasti inattivi nonostante le forti carenze di risorse». Comportamenti che i commissari dell’Atac hanno definito «inadeguati» e che ora, ai 3 dipendenti, potrebbero costare il posto di lavoro.

atac sciopero
QUANTO LAVORANO I MACCHINISTI ATAC DELLA METRO A ROMA
Nel frattempo Atac fa sapere che sta «cercando di diminuire i cosiddetti tempi tecnici e aumentare le ore di guida, per fornire un miglior servizio alla città». Anche perché il confronto è inglorioso: nel 2014 i conducenti hanno lavorato per 736 ore, mentre i macchinisti di Napoli sono arrivati a 850 e i milanesi a 1200. Ma la Faisa Confail, una delle sigle che ha indetto lo sciopero di venerdì scorso, risponde oggi così alla questione: «Roma non è Milano. Per la tutela di tutti i lavoratori di Atac e per la salvaguardia delle qualifiche e professionalità del personale, prendiamo le distanze dalle sue dichiarazioni», dice riferendosi a Ignazio Marino, che aveva fatto notare ieri la sproporzione tra le ore lavorate.«Egregio Sindaco Marino – dice Faisa – prendendo spunto dalle sue dichiarazioni asserenti la minor produttività dell’autoferrotranviere romano rispetto a quello milanese, serenamente le facciamo notare alcuni dati che andrebbero precisati in merito, e che evidentemente a lei sfuggono: Milano 1,4 mln di abitanti contro i quasi 4 mln di Roma Capitale; Milano kmq 182, rispetto ai 1285 kmq di Roma; Milano 530 automobili per 1000 abitanti, contro le 760 dei romani; a Roma: Città del Vaticano, Ministeri, Palazzi della politica, Ambasciate, Sedi di Istituzionali Internazionali….; nella Capitale, una media di circa 14 mln di turisti annui; a Roma circa tre manifestazioni settimanali; Ccnl scaduto a Milano come a Roma (come del resto in tutta Italia), da circa 9 anni; ATM Milano circa 10.000 dipendenti, a fronte dei quasi 12.000 di Atac Roma; ATM Milano erogati costantemente ‘premi’ produzione e di risultato…. Premio produzione 2014 Atac Roma non pervenuto; autista e macchinista in ATM hanno peculiarità e professionalità diverse tra loro, come in Atac, l’autista svolge il servizio in superficie con abilitazione della Mctc ed il macchinista è colui che conduce le metropolitane con abilitazioni da parte dell’Ustif; consenso sindaci: Marino 82° in graduatoria… Pisapia al 62° posto». Ma sinceramente non si capisce in che modo il fatto che a Roma ci siano più turisti e scioperi giustifichi il fatto che i macchinisti lavorino di meno. Semmai avrebbe senso che proprio per questo lavorassero di più.