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Imane Fadil, Marysthell Polanco e il polonio

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Il Fatto Quotidiano torna oggi con un articolo di Maddalena Oliva e Gianni Barbacetto sulla morte di Imane Fadil e racconta un retroscena che riguarda Marysthell Polanco, altra ragazza di Arcore:

Il giorno in cui la Procura di Milano decide di annunciare che Imane Fadil è morta, Marysthell Polanco è sotto interrogatorio. È venerdì 15 marzo. Imane è morta da due settimane, il procuratore Francesco Greco non è ancora andato davanti alle telecamere a dare la notizia e comunicare di aver aperto un’in dagine per omicidio. I pm del processo Ruby 3, Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, hanno convocato Marysthell Polanco per chiederle dei soldi ricevuti da Silvio Berlusconi per raccontare ai giudici che quelle di Arcore, nell’estate del 2010, erano “cene eleganti”, magari giusto con qualche spettacolino di “burlesque”.

I due pm sanno che all’alba del 1° marzo Imane, una delle poche partecipanti alle feste che non ha accettato denaro per mentire, è spirata all’ospedale Humanitas di Rozzano, consumata da una misteriosa malattia, o forse mangiata da un ancor più misterioso avvelenamento. Buttano lì la notizia, ancora inedita, a Marysthell. “Lo sa, signora Polanco, che Imane Fadil è morta in ospedale?”. La reazione, immediata, è un urlo: “No! Il polonio!”.

marysthell polanco

Secondo il Fatto la ragazza aveva un obiettivo preciso: “Lo sapevo che dobbiamo stare attente”, balbetta, terrorizzata, Marysthell. “Mi hanno detto checi sono veleni cheti possono uccidere senza che tu ti accorga…”. Polanco non pensa a Berlusconi, ma al vecchio amico di B., Vladimir Putin.

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