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Il monsignore e il milione di euro sparito

domenico mogavero

Monsignor Domenico Mogavero avrà tante cose da spiegare alla Guardia di finanza di Trapani che sta passando al setaccio i movimenti dei numerosi conti (almeno sette-otto) intestati alla Diocesi e sui quali avevano delega ad operare sia l’economo che monsignor Mogavero. Si parla di milioni di euro spariti o spesi in modo quantomeno imbarazzante. Racconta Repubblica:

I filoni di inchiesta sono due, quello sui fondi dell’8 per mille e quello sul buco in bilancio cresciuto anche per l’esposizione debitoria, poco più di 4 milioni di euro, nei confronti di due banche ( Banca Prossima del gruppo Intesa San Paolo e Unicredit). I due filoni però finiscono con l’intrecciarsi. Dei fondi del mutuo destinati alla costruzione di due chiese e alla ristrutturazione (costo 32 milioni) di quella di Pantelleria si sarebbe “perso per strada” un milione, mentre altri 130.000 sarebbero transitati dai conti della Diocesi a quello personale del vescovo che ha spiegato di aver anticipato dal suo patrimonio il pagamento della somma all’architetto Ernesto La Magna per la realizzazione di opere per la chiesa di Pantelleria Difficile poi spiegare come sia stato possibile che Mogavero (al quale comunque spettano compiti di vigilanza) non si sia mai accorto delle oltre trenta operazioni con le quali, in cinque anni, il suo economo ha “prestato” ben 225mila euro dei fondi destinati alle opere di bene a quel don Vito Caradonna che li avrebbe dilapidati ai tavoli da gioco. Per non parlare di quei singolari “prestiti” di somme a diversi zeri che dai conti della Curia viravano verso quelli di Mogavero e dell’economo poi da lui stesso rimosso.

Infine ci sono le spese “irrituali”:

E poi ci sono le testimonianze dei sacerdoti presenti all’assemblea nella quale il 14 maggio dell’anno scorso Mogavero presentò il bilancio in rosso del 2013. Una assemblea registrata da qualcuno dei presenti che fece giungere il file prima a “Panorama” e poi in Procura. Chiamati dai pm i sacerdoti (a cominciare dal rettore del Seminario don Francesco Fiorino) hanno confermato che in quell’occasione a Mogavero furono contestate alcune spese giudicate fuori luogo come un contributo da 35.000 euro ad una parrocchia per l’acquisto di un auto di lusso, il pagamento di consulenze per 40.000 euro o i 37.000 euro spesi per comprare un servizio di piatti con il bordo in oro per la canonica dell’ex segretario del vescovo.