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Il governo ha attivato l’Avvocatura dello Stato contro Pfizer per i vaccini in ritardo

Qualche giorno fa il problema del Piano Vaccini in Italia era quello del ritardo di alcune regioni nella somministrazione delle prime dosi. Ora le vaccinazioni per il richiamo scarseggiano. Pfizer è in ritardo con la distribuzione delle fiale anche se garantisce che entro febbraio recupererà. Ma qual è il motivo?

BNT162b1 vaccino di Biontech e Pfizer 1

Qualche giorno fa il problema del Piano Vaccini in Italia era quello del ritardo di alcune regioni nella somministrazione delle prime dosi. Ora che la questione era risolta la campagna vaccinale in molti casi si è dovuta comunque interrompere in ospedali e Rsa, perché non è possibile garantire il richiamo a chi ha già ricevuto la prima dose. Pfizer è in ritardo con la distribuzione delle fiale anche se garantisce che entro febbraio recupererà. Ma qual è il motivo?

La storia dei vaccini Pfizer in ritardo

La situazione attuale è che da qui a metà febbraio si rischia di avere 200mila dosi in meno rispetto al previsto. Sempre che Pfizer non rallenti ulteriormente la distribuzione. Su Repubblica viene spiegato quante fiale già mancano all’appello, 165 mila questa settimana, e cosa stanno decidendo le Regioni nel caso in cui le 3 milioni e 360 mila dosi che sarebbero dovute arrivare entro la fine di febbraio non ci saranno:

Vista la situazione e le incertezze sul futuro prossimo, in tutte le Regioni si stanno facendo i richiami, che devono essere somministrati dopo tre settimane. Non ci si azzarda a iniettare prime dosi perché si teme che le carenze ritardino le seconde iniezioni. Da domani scatteranno i 21 giorni dalla prima dose per chi è stato vaccinato il primo di gennaio. Come annunciato il Governo ha attivato l’Avvocatura dello Stato per valutare le responsabilità della casa Pfizer e le eventuali azioni da intraprendere. Le Regioni intanto si organizzano per la ridistribuzione delle dosi inviate questa settimana. Come noto, rispetto a una carenza media del 29% ci sono state differenze tra i vari territori. Alcuni non hanno avuto alcuna variazioni, altre si ritrovano con il 50% di vaccini in meno (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto, ad esempio)

Quali sono le ragioni del ritardo di Pfizer? Ettore Livini su Repubblica racconta che in parte la volontà del neopresidente USA Joe Biden di vaccinare 100 milioni di americani nei primi 100 giorni del suo mandato potrebbe mettere i bastoni tra le ruote all’UE. Infatti un ordine esecutivo imporrebbe alle fabbriche del colosso farmaceutico presenti sul suolo statunitense di privilegiare la distribuzione a livello nazionale. Per questo l’Unione Europea starebbe trattando con la nuova amministrazione per trovare un punto di incontro:avanti: «Vogliamo aprire una trattativa con la nuova amministrazione per arrivare ad aggiustamenti di questo progetto». Ma non è questo l’unico ostacolo. Se Pfizer infatti ha ufficialmente spiegato i ritardi con una riorganizzazione dello stabilimento belga di Puurs per poter produrre più vaccini, con la promessa di recuperare entro il 15 febbraio c’è il dubbio che gli ordinativi presi in carico siano superiori alla possibilità di produrre davvero le dosi, ora, per tutti. E chi più paga potrebbe avere la meglio:

Il timore però, è il tam-tam negli ambienti diplomatici Ue, è che le cose non siano così semplici. Il «sovranismo farmaceutico» — con la pandemia fuori controllo in molte aree del mondo — ha scatenato una corsa miliardaria al vaccino. I ritardi di Sanofi, J&J, AstraZeneca hanno moltiplicato gli ordini del farmaco Pfizer-BionTech, malgrado il prezzo — 19,5 dollari a dose in Usa — sia alto. L’Ue, quando ha capito che l’ok a molte cure anti-Covid sarebbe arrivato a 2021 inoltrato, ha raddoppiato le prenotazioni a 600 milioni di dosi, gli Usa a 200 milioni. E molti paesi con forti disponibilità — ad esempio quelli del Golfo — sono pronti a firmare assegni in bianco per garantirsi una fornitura. Pfizer e BionTech, spiazzate dalla valanga di prenotazioni last minute, hanno varato una mobilitazione per alzare la loro produzione. I lavori a Puurs sono il primo tassello. A fine febbraio dovrebbe partire un nuovo impianto a Marburgo in Germania. La rivale Baxter ha messo a disposizione per 18 mesi la sua fabbrica tedesca di Halle da cui usciranno «centinaia di milioni di dosi l’anno». Il problema però è che dei vaccini c’è bisogno oggi. E la Ue teme che parte delle sue prenotazioni sia dirottata ora verso ordini cui è impossibile — pecunia non olet — dire di no. Il tema sarebbe stato discusso ieri in un incontro con Pfizer, dedicato a un piano per aiutare i destinatari dei farmaci a estrarre con siringhe speciali la sesta dose dalle fiale ma allargato ovviamente al problema dei ritardi.

Intanto “nel Lazio, che ha subito una decurtazione del 30% delle dosi previste, «i ritardi Pfizer – spiega l’assessore Alessio D’Amato – impongono priorità nella somministrazione delle seconde dosi per completare la copertura». Stessi provvedimenti anche in diverse strutture del Paese, come il Careggi di Firenze. In altri centri, tra Rsa e ospedali, va peggio: è tutto bloccato fino ai nuovi arrivi. Al Policlinico San Matteo non sono garantiti i richiami del 25 gennaio e nemmeno le consegne dei vaccini alle cliniche Maugeri, Mondino, Città di Pavia e alle 13 Residenze Socio Assistenziali che dipendono dal Policlinico. «Abbiamo dovuto dimezzare il numero dei vaccini perché non abbiamo sufficienti dosi e personale», lamentano i governatori leghisti delle Regioni. In Lombardia è stata annunciata la modifica alla programmazione rallentando le prime dosi per garantire a tutti il richiamo. In alcuni ospedali lombardi sono esaurite le scorte e perciò sono state «riallocate» le dosi”.