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I negazionisti e la fregnaccia del paziente nel reparto COVID senza mascherina

Tra i negazionisti sta diventando virale un video tratto dalla Vita in diretta che mostrerebbe “una svista” che ha rivelato un paziente nascosto perché senza mascherina e in condizioni non gravi. Non è andata così

Nelle ultime ore tra i negazionisti sta circolando un video girato in un reparto COVID che insinua che i pazienti lì ricoverati non sono gravi come sembra. Il filmato è tratto dalla trasmissione La Vita in diretta e vengono ripetuti in loop circa 30 secondi. Viene fatto notare che nella stanza di ospedale tutti sono ben protetti. In primo piano si vede un infermiere con tuta protettiva, visiera e mascherina. Nel video viene ripetuto ossessivamente di guardare bene cosa sta per succedere. Succede che dietro l’infermiere si affaccia un’altra persona ricoverata nel suo letto, senza mascherina. Ci sono diverse cose da notare.

paziente senza mascherina video la vita in diretta

 

 

La prima è che il video così tagliato lascia intendere che ci si trovi in un reparto di terapia intensiva. Non è così. Come potete constatare voi stessi il servizio è stato girato nel reparto di subintensiva dell’ospedale Amedeo di Savoia a Torino. La puntata è andata in onda ieri (dal minuto 42 potete seguire tutto). Gli infermieri, gli operatori, l’inviato e il medico che spiega come viene applicato a un paziente il casco con l’ossigeno sono tutti muniti delle protezioni indispensabili contro il virus. Chi è malato ovviamente no. Il signore che deve indossare il casco ad esempio non indossa alcuna mascherina per qualche minuto mentre gli infermieri glielo posizionano sulla testa. La seconda cosa da notare è che lo spezzone ripreso dai negazionisti e ripetuto insinua che l’inquadratura in cui si vede l’altro paziente sia dovuta a una svista del cameraman che non avrebbe dovuto mostrarlo. Non è così. Guardando tutto il servizio il signore in secondo piano viene inquadrato più volte, la prima proprio all’inizio. Non è stato nascosto nulla. Il medico spiega che i pazienti indossano il casco o la maschera per respirare sempre per meno ore man mano che le loro condizioni migliorano. “Vengono svezzati”. Il malato in secondo piano per sua fortuna deve stare già meglio.