Attualità

I detenuti in Italia e l'amnistia necessaria

Il Papa ieri ha chiesto un’amnistia per i detenuti per il Giubileo 2016. L’appello inatteso di Francesco riporta d’attualità la «questione carceri» che non ha mai appassionato i partiti italiani. Esclusi i radicali che se ne occupano da sempre e l’hanno messa in cima alla loro agenda, ma non fanno parte della maggioranza e nemmeno del Parlamento, il luogo delle decisioni. Per alleggerire il sovraffollamento delle carceri senza ricorrere all’amnistia e all’indulto il Parlamento ha licenziato negli anni scorsi diversi provvedimenti; il più conosciuto, risalente al dicembre 2013, è il cosiddetto «decreto svuotacarceri» che prevedeva uno sconto di pena aggiuntivo per i detenuti in via definitiva. Il beneficio ha riguardato solo 1.311 carcerati. Non ha dato risultati migliori nemmeno il «porte girevoli», da cui hanno tratto beneficio, riacquistando la libertà in anticipo, poco più di mille detenuti. Ciò nonostante, scrive oggi Giovanni Bianconi sul Corriere, la situazione del sovraffollamento delle carceri è migliorata:

Oggi il numero di detenuti è sceso di oltre diecimila unità rispetto al 2013, siamo a 52.371 reclusi su 49.655 posti disponibili; anche se c’è chi contesta queste cifre (radicali in primis) la forbice s’è ristretta di molto. Al punto che il magistrato Santi Consolo, direttore dell’amministrazione penitenziaria, può commentare: «Le risposte fornite dalla politica negli ultimi tempi hanno prodotto risultati positivi, e la popolazione detentiva è diminuita in assoluta sintonia con le esigenze di sicurezza dei cittadini. Certo, ci vorrebbero più braccialetti elettronici per aumentare l’opportunità degli arresti domiciliari, si può ampliare la possibilità di concedere i permessi, ma siamo sulla strada giusta».
Tuttavia la questione carceraria non è fatta solo di sovraffollamento. Resta, grave e dimenticato, il problema della qualità della vita all’interno degli istituti; drammaticamente evidenziato dal numero dei suicidi che nel loro andamento altalenante rimangono una costante. Da tre anni sono in calo, quest’anno siamo a quota 32 ma 12 si sono verificati durante l’estate, 7 solo ad agosto. Con il caldo è fisiologico che la situazione diventi più critica, ma di fondo c’è il problema del vuoto in cui precipitano i reclusi al momento dell’ingresso in cella, senza riuscire a riempirlo; sono ancora troppo poche le occasioni di studio, di lavoro, di contatti con l’esterno. Anche per questo il Guardasigilli Orlando ha deciso di istituire gli Stati generali dell’esecuzione penale: un confronto già avviato tra operatori del settore per arrivare, nelle intenzioni del ministro, a disegnare «un carcere più dignitoso per chi vi lavora e per chi vi è ristretto, in modo da conciliare la sicurezza collettiva con la possibilità per chi ha sbagliato di reinserirsi positivamente nel contesto sociale».

L’infografica del Corriere sui detenuti in Italia

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I detenuti in Italia (Corriere della Sera, 2 settembre 2015)