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“Hanno tolto le coperte ai senzatetto”: la denuncia di Sant’Egidio

Benedetta Ferone, responsabile del settore dei senza dimora per la Comunità di Sant’Egidio a Napoli denuncia che durante la pulizia di Piazza Garibaldi sono state gettate via coperte e oggetti personali dei senzatetto che lì dormivano e che sono stati sgomberati

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Benedetta Ferone, responsabile del settore dei senza dimora per la Comunità di Sant’Egidio a Napoli denuncia che durante la pulizia di Piazza Garibaldi sono state gettate via coperte e oggetti personali dei senzatetto che lì dormivano e che sono stati sgomberati. La Ferone racconta al Corriere del Mezzogiorno la storia di Anna Mamaluk, una delle persone senza fissa dimora che si è trovata senza niente:

Purtroppo Anna ha anche problemi psichiatrici e quindi rientra in quelle categorie particolarmente complicate da gestire. Per lei come per altri clochard che hanno problemi di salute mentale, non è facile trovare soluzioni, perché c’è bisogno di un intervento dell’Asl, occorre chiamare il 118 che in questi tempi è decisamente complicato per l’emergenza Covid – precisa la Ferone – e procedere, se c’è collaborazione, ad un Tso (trattamento sanitario obbligatorio)

Il problema è poi che in città sono presenti almeno 2mila senza tetto, mentre i posti letto disponibili per accoglierli, soprattutto in questi giorni particolarmente freddi, sono solo 200. Chi rimane fuori quindi oltre al danno si ritrova anche la beffa di rimanere senza il minimo necessario per poter sopravvivere all’aperto. Conclude la responsabile di Sant’Egidio: “È dal 4 maggio 2020 che Polizia municipale, Napoli Sociale e unità mobili al mattino provvedono a “ripulire” i luoghi della città dove di solito sostano i senza dimora: Galleria Umberto, Stazione,portici di via Morelli, portici del Duomo, il che comporta molto spesso che le loro cose, indumenti e coperte, vengano portate via e smaltite come rifiuti. Capiamo che bisogna anche garantire un certo decoro urbano ma non è comprensibile gettare le coperte ad un poveraccio che dorme per strada e poi non trovare nessuna soluzione alternativa. È da tempo che chiediamo al Comune la creazione di altri posti letto”