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Il golpe fallito contro Erdogan in Turchia

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Il tentativo di golpe armato messo in campo in Turchia dai militari è stato neutralizzato. Lo ha annunciato il governo di Ankara, che aveva chiesto alla popolazione di scendere nelle strade per fermare i golpisti quando ancora era incerto il suo esito. All’alba gli scontri continuavano in alcune parti del Paese, ma il presidente aveva riguadagnato il controllo della situazione e sventato il tentativo di colpo di Stato. La sollevazione ha causato 60 morti in tutto il Paese, tra i quali anche civili. Secondo il ministero della giustizia, 336 persone ritenute implicate sono state arrestate. “È un tradimento, pagheranno un prezzo molto alto”, ha minacciato Recep Tayyip Erdogan poco dopo essere atterrato all’aeroporto militare Ataturk di Istanbul, che nelle prime ore del golpe era stato occupato dai militari ma di cui la polizia, fedele al governo, ha preso successivamente il controllo. Tanto Erdogan che l’esecutivo insistono che il tentativo golpe è fallito e che vi hanno partecipato solo un gruppo limitato di militari.  Un’unità dell’esercito turco composta da circa una sessantina di militari ribelli, che aveva occupato nella notte uno dei ponti che uniscono il Bosforo a Istanbul, si e’ arresa all’alba alle forze di sicurezza turche. Le immagini sono state riprese in diretta tv. Pressocche’ in contemporanea, aerei da caccia turchi F16 hanno bombardato i blindati dei golpisti dispiegati nelle vicinanze del palazzo presidenziale, in un quartiere di Ankara.  Il governo turco, che assicura di aver sventato il tentativo di colpo di Stato militare, ha destituito 5 generali e 29 colonnelli.

Il golpe fallito contro Erdogan in Turchia

Il presidente turco, che era in vacanza sulla costa del mar Egeo, è riuscito a volare fino a Istanbul dove è stato accolto dalla folla di sostenitori che avevano ripreso il controllo dello scalo. Il premier ha nominato un campo militare ad interim dell’esercito, Umit Dundar, in sostituzione del generale Hulusi Akara, che potrebbe esser stato fatto prigioniero dai golpisti. La Turchia ha un governo e un presidente democraticamente eletto”, ha detto subito dopo l’atterraggio. “Siamo al potere e continueremo ad esercitare il potere fino alla fine. Non abbandoneremo il paese”.  Il predicatore Fetullah Gulen, nemico giurato di Erdogan, ha condannato “nei termini più forti” il tentativo di colpo di Stato messo in campo venerdì sera in Turchia da un gruppo di soldati ribelli. Gulen ha parlato dagli Stati Uniti, dove risiede in esilio. Anche l’Alleanza per i Valori Condivisi, il gruppo guidato da Gulen, ha definito “sommamente irresponsabili” le parole del presidente turco, che aveva accusato il movimento di aver orchestrato il tentativo di golpe nel Paese: i golpisti, aveva detto Erdogan, prendono “ordini dalla Pennsylvania”, in riferimento alla residenza di Gulen in Usa.

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Il ritorno di Erdogan a Istanbul

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