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Quando Giuseppe Conte chiamava i politici per raccomandare Stamina

giuseppe conte stamina

Quando Giuseppe Conte è stato nominato presidente del Consiglio abbiamo parlato di quando era l’avvocato della famiglia di Sofia, la bambina gravemente malata “curata” da Davide Vannoni con Stamina. Conte inoltre era presente alla serata di fondazione della onlus Voa Voa, nata nel 2013, che ha finanziato Stamina Foundation.

I genitori di Sofia hanno fatto sapere che quella di Conte fu una “prestazione professionale” ma al tempo stesso avevano anche detto che «l’avvocato prese a cuore la nostra storia anche perché Sofia aveva la stessa età di suo figlio, tanto che ci assistette pro bono, senza percepire compenso». Oggi, grazie alla senatrice Elena Fattori che lo ha dichiarato in un’intervista a Repubblica, scopriamo che Conte prese tanto a cuore la vicenda da telefonarle, all’epoca in cui un parlamento si discuteva dell’emendamento al decreto Balduzzi, dicendole che se avesse votato contro l’opinione pubblica si sarebbe arrabbiata:

Ai tempi del dibattito politico sulla truffa di Stamina lei conobbe Giuseppe Conte.
«Era l’avvocato della piccola Sofia. Mi telefonò in merito a un emendamento al decreto Balduzzi, quello che consentiva a Vannoni di proseguire le cure cominciate agli Spedali civili di Brescia nonostante quel protocollo sulle staminali di fatto non esistesse. Terminò la telefonata ricordandomi che dire no a Stamina equivaleva a contrariare i genitori di tanti bambini ammalati e che quindi l’opinione pubblica non sarebbe stata contenta».

Già che c’è, la Fattori ci fa anche sapere quanto sia vera e sincera la svolta provax del M5S, segnalando che il programma sui vaccini è stato cambiato in una notte:

«Quando Beppe ha detto quelle cose era in buona fede e se non si è scusato credo sia perché, nella sua vita di artista e in quella politica, ha sempre avuto tutti contro. Ma ha fatto una cosa importante firmando il patto per la scienza con Guido Silvestri. E ha contribuito all’allontanamento dei 5 stelle dalle posizioni no vax quando si è trattato di scrivere il programma».

Chi altro l’ha aiutata?
«Luigi Di Maio e Rocco Casalino. Fu Rocco a stravolgere la strategia comunicativa, dicendo: dovete dire tutti che siete vaccinati, che i vostri figli lo sono o che lo saranno».

Quel programma fu poi cambiato in una notte.
«Sì, e non ho ancora capito chi sia stato. Guarda caso quello nuovo ci avvicinava di più su certi temi alle posizioni della Lega».

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