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Geraldine Darù: chi è la donna che ha incastrato Fabrizio Corona

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Fabrizio Corona ha una relazione complicata con la giustizia italiana dal 13 marzo 2007, quando è arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione nell’inchiesta «Vallettopoli» e resta in cella 77 giorni. Sarà poi prosciolto. Il 21 ottobre 2011 diventa definitiva la sentenza di Cassazione che conferma la condanna a 1 anno e 5 mesi per estorsione ai danni dei calciatori Coco e Adriano. Il 18 gennaio 2013 passa in giudicato la condanna a 5 anni per estorsione ai danni del calciatore Trezeguet. Per spaccio di banconote false patteggia una sentenza di 1 anno e sei mesi. Nel 2013 per bancarotta fraudolenta condanna definitiva a 3 anni e 10 mesi; per corruzione di un agente in carcere a 1 anno e 2 mesi. Il fotografo ha avuto altre condanne minori, ma è stato anche assolto in vari procedimenti. In tutto Corona è stato condannato a quasi 15 anni di reclusione.

Geraldine Darù: chi è la donna che ha incastrato Fabrizio Corona

La nuova indagine su Fabrizio Corona potrebbe essere decisiva nel riportarlo in carcere definitivamente. E nell’inchiesta, racconta oggi il Corriere della Sera, è stata decisiva la testimonianza di Geraldine Darù, ex dipendente della società Atena guidata da Francesca Persi: è lei che ha parlato con i magistrati spiegando che c’era molto di strano in quello che vedeva nell’ufficio:

Per mille euro al mese, Geraldine Darù ha lavorato nella Atena da gennaio al 19 settembre scorso con varie mansioni, da autista di Corona a procacciatrice di clienti. Nella sede della società in piazza della Repubblica aveva anche un ufficio che ha lasciato quando i rapporti con Corona si sono interrotti bruscamente ed è stata licenziata. È lei, scrive il giudice Paolo Guidi, a dare una «svolta» alle indagini quando, interrogata il 27 settembre, ha dichiarato che il primo agosto Francesca Persi le aveva chiesto di custodire un borsone. Darù non aveva guardato all’interno, ma quando il giorno successivo due amici le hanno chiesto perché non lo avesse fatto, prima ha risposto di avere paura, ma poi ha deciso di aprirlo quel borsone. «Vi erano circa 20/30 buste bianche, tutte chiuse e con annotate sopra delle cifre variabili, 66.000, 38.000», ha messo a verbale. Era il «nero» realizzato evadendo le tasse.

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Secondo le indagini, Corona e Persi hanno tentato di avvicinare Geraldine Darù dopo che era stata interrogata in Procura. «Ho ricevuto moltissime telefonate dalla Persi che mi chiedeva un incontro parlando di una possibile riassunzione nella Atena e della possibilità di essere pagata nell’immediato per tutti i soldi che la società mi deve per la mia pregressa attività», ha dichiarato la donna che ha detto essere in credito di 3.500 euro, che ha tentato di riavere tenendo per sé un orologio Rolex che Corona le aveva fatto ritirare dopo una riparazione, ma che poi ha restituito. Ha aggiunto di non aver voluto incontrare né Corona né la Persi, la quale avrebbe insistito per sapere cosa avesse detto ai pm, e di temere Corona perché avrebbe cercato di sapere da persone dove lei abita.

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Geraldine Darù, Nina Moric e Fabrizio Corona

A testimonianza della clamorosa capacità da parte di Corona di scegliersi le amicizie e le collaborazioni, Geraldine Darù è anche amica dell’ex moglie del manager di fotografi, Nina Moric, che da molto tempo è arrabbiata con Corona e che ha espresso molta soddisfazione il giorno del suo arresto. Le due si sono scattate una foto insieme qualche giorno fa e l’hanno pubblicata su Facebook. La Darù sembra anche la donna che testimonia in questo servizio delle Iene come funzionava il controsoffitto in cui Corona nascondeva i soldi. “Ho timore di Corona (…) la cosa che mi preoccupa maggiormente (…) è il fatto che Corona ha più volte chiesto loro (a persone che lavorano per lui, ndr) se io sono ancora a Milano e dove dormo”, ha  messo a verbale l’ex collaboratrice dell’ex ‘fotografo dei vip’, tornato in carcere ieri per intestazione fittizia di beni, la stessa donna che, tra l’altro, ha raccontato agli inquirenti di aver visto un “borsone” con dentro “20/30 buste bianche, tutte chiuse e con annotate sopra delle cifre”. Verosimilmente i soldi in contanti (1-1,5 milioni di euro) che sarebbero stati portati da Francesca Persi, arrestata anche lei, alla filiale della Btv Bank di Innsbruck per conto dell’ex ‘re dei paparazzi’. In particolare, sentita lo scorso 28 settembre nell’inchiesta coordinata dal pm di Milano Paolo Storari, l’ex collaboratrice di Corona ha descritto, come riassume il gip Paolo Guidi, “corredando il racconto con la messaggistica, i profili di interessamento, inquinamento e lusinga tenuti dalla Persi per conto del Corona la sera prima, in relazione alla sua prima escussione della mattinata del 27 settembre 2016″. E ascoltata ancora il 30 settembre “ha descritto i suoi timori e le basi oggettive su cui si basavano, vale a dire la pressante richiesta del Corona a più persone per sapere” dove lei si trovasse. E un’altra donna che lavorava per Corona, spiega il gip, “ha dato conferme al riguardo”. Il giudice parla di “un clima tra l’intimidazione e la subornazione, posto in essere dal duo Corona-Persi”. Sempre negli atti si legge che nell’ambito delle indagini ci sono ancora “numerose attività istruttorie” da compiere: sentire “tutti i clienti di Corona che l’hanno pagato ‘in nero’ e tutti i soggetti” di cui ha riferito la teste “nei verbali di sommarie informazioni”. Gli inquirenti puntano anche ad “acquisire, mediante rogatoria, la documentazione contabile del conto austriaco e provvedere al sequestro delle somme” depositate.

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