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Gentilini e il sostegno a sua insaputa al Gay Pride di Treviso

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Ieri Treviso ha festeggiato il suo primo Gay Pride. Un evento temuto da molti – e osteggiato da una parte della Giunta e della maggioranza che sostiene il sindaco PD Giovanni Manildo – che però si è rivelata quello che è: una festa. Nei giorni scorsi c’erano stati i soliti proclami dell’anziano ex-sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, che stuzzicato dalla Zanzara e da Giuseppe Cruciani si era lanciato nella solita, oramai innocua, invettiva contro “i culattoni”.

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In effetti a Treviso ci è voluto un bel po’

Treviso Pride e Gentilini trollato

Sono caduti nel vuoto i proclami del portavoce regionale di Forza Nuova, che invitava a non portare bambini in manifestazione per non rischiare di turbarli. E non sono viste le scene paventate da FN che temeva che in manifestazione ci sarebbero stati anche i “pericolosissimi” uomini-cane (peraltro dotta citazione di una scena di Salò di Pasolini). Non c’è stato nulla di tutto questo perché il Treviso Pride è stato all’insegna della sobrietà. Ovviamente con una certa ironia. Ad esempio quella di alcuni discepoli della Chiesa Pastafariana che hanno intercettato Gentilini in un’osteria del centro e lo hanno convinto a supportare apertamente il Pride. I Pastafariani infatti sono state una delle tante anime (assieme a Arci Gay, Arci Lesbica, Coordinamento LGBTE di Treviso, Agedo, Famiglie Arcobaleno, UDU e CGIL) del Pride. A quanto pare il Frescovo patavino della Chiesa Pastafariana è riuscito a strappare un endorsement inconsapevole allo Sceriffo che dopo un “boia chi molla” di rito ha sfoderato i pollicioni e un sorriso a trentadue denti.

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Gentilini con il Frescovo della Chiesa Pastafariana di Padova (credits: Mauro Zavattini fonte: Facebooh.com)

Meno spiritosi del vecchio sceriffo trevigiano sono stati alcuni esponenti di un qualche movimento pro-Life che, abbandonata la loro postazione anti-abortista di fronte all’ingresso dell’ospedale si sono presentati alla partenza del Pride a bordo strada con tanto di croci fatte con il legno delle cassette della frutta e rosario stretto forte forte tra le mani. Qualcuno di loro ha urlato “Sei il demonio!1” ad un pacifico manifestante che si era avvicinato loro per portare un po’ di amore e di conforto a quelle anime perdute. Ma a vincere tutto è stato Pietro Mazzariol, che ha messo le cose nella giusta prospettiva.
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I Pro Life al Gay Pride di Treviso

Treviso Pride e sobrietà

Dal momento che la sobrietà era la parola d’ordine di questo primo storico pride trevigiano non poteva mancare chi dichiarava la propria “sobria” passione per la figa.
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Un cartello giudicato “dissidente” e di “solidarietà bipartisan” da quelli della Tribuna di Treviso, peccato però che fosse sorretto da una ragazza, e che fosse un’idea del Circolo Tralaltro di Padova. Insomma lesbiche a cui piace “sobriamente” la figa. Nessun “dissidente” quindi ma la solidarietà “bipartisan” c’è stata davvero, molte le famiglie (con bambini!!!11) e le coppie etero che hanno preso parte al Pride. E Treviso, città blindata dove per paura di turbare il Vescovo si è preferito non far transitare il corteo di fronte al Duomo (che ha visto sfilare manifestazione di ogni tipo), ha accolto con gioia e curiosità l’arrivo della carovana del Pride, molti i curiosi ai lati. E Forza Nuova si è limitata ad un solitario striscione (con tanto di hashtag!) appeso sul cavalcavia.
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mentre qualcun altro ha preferito invitare i pervertiti a nascondersi e a farsi curare.

Al Treviso Pride non poteva mancare un ricordo per le vittime della strage di Orlando, e così è stato, con questa “installazione” del fotografo Davide Bazzerla
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