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Gabriella Mereu approda alla GAM di Torino

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Gaudete et exultate! Gabriella Mereu approda alla Galleria di Arte Moderna di Torino per una conferenza sul linguaggio analogico del malessere. Il 27 ottobre nella prestigiosa e pubblica location di proprietà della Fondazione Torino Musei, la nota laureata in medicina poi radiata dall’Ordine dei Medici (sulla decisione vige l’appello della stessa Mereu) sarà dalle 20 alle 22: l’ingresso, recita il volantino pubblicato sul sito della stessa Mereu, è ad offerta libera.

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La locandina dell’ospitata di Gabriella Mereu alla GAM di Torino (dal sito di Gabriella Mereu)

Gabriella Mereu approda alla GAM di Torino

Mentre ancora non si conosce il destino di Manet, quindi, i cittadini torinesi almeno una sicurezza ce l’hanno: la simpatica alfiera della teoria verbale e della medaglietta nella vagina, che di recente ha dato il via a uno scontro epico con Eleonora Brigliadori (meglio di Godzilla contro King Kong) si presenterà per spiegare come si curano i tumori con le chiacchiere; non solo: il sabato successivo la Mereu avrà anche un workshop dove presentare le sue “magie”. A organizzarla l’A2C2, un “operatore olistico” di Natalia Bocharnikova, laureata in scienze motorie e psicologia in Russia, che «aiuta la persona a ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali, energetiche, psicosomatiche, artistiche, culturali e spirituali, stimolando un naturale processo di trasformazione e crescita della consapevolezza di sé». La struttura è affidata a una società privata, la Comunicazionimmagini, che ha deciso di concedere lo spazio per lo svolgimento dell’evento, ovvero la sala conferenze di Corso Galileo Ferraris 30 anche se l’indirizzo del volantino riporta via Magenta. Dalla Fondazione Torino Musei fanno sapere che si dissociano dall’evento: «Non siamo responsabili di quello che avviene nella sala, per cui è vietato utilizzare loghi e riferimenti di Gam o Fondazione. Ci rivarremo sull’utilizzo improprio della dicitura fuorviante». Troppo comodo, visto che il proprietario di uno spazio può fare molto di più se davvero comprende che è alquanto inopportuno dare certi pulpiti a talune prediche. Il costo dell’affitto è di 250 euro per due ore. «Utilizzare una struttura di una fondazione pubblica regala una copertura d’immagine inammissibile che gli organizzatori sfruttano», commenta con La Stampa Marco D’Acrì, ex assessore provinciale alla Cultura: «Quella sala non può essere concessa a chiunque», anticipando che «una situazione del genere è passibile di esposto».

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