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Il flop delle espulsioni in Italia

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In questa infografica su Repubblica si riepilogano i numeri della macchina delle espulsioni in Italia delle persone rintracciate in posizone irregolare. Nel 2016 i cittadini stranieri rintracciati «in posizione irregolare» in Italia sono stati 41.473, settemila in più del 2015 (34.107) e diecimila in più rispetto al 2014 (20.906). Di questi però soltanto 18.664, per restare al 2016, sono stati effettivamente allontanati dal «territorio nazionale». Il 45 per cento. Gli altri hanno avuto un foglio di via che gli dava sette giorni per andare via dall’Italia, ma quasi nessuno se ne è andato.

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Il flop delle espulsioni in Italia (La Repubblica, 22 aprile 2017)

Perché succede questo?

«Il problema è strutturale» spiega il professor Fulvio Vassallo Paleologo, uno dei massimi esperti di diritto d’asilo. «Il nostro sistema delle espulsioni non è selettivo perché mette sullo stesso piano le badanti che non hanno rinnovato il permesso di soggiorno con persone appena uscite di galera con reati gravi. Non c’è una selezione. E questo crea dei numeri monstre che mandano in tilt il sistema».
Per risolvere il problema in questi anni i Governi hanno provato a intervenire alla fonte, cioè sulle carceri. Con scarsissimi risultati. Nelle prigioni italiane in questo momenti ci sono 19.165 detenuti stranieri (che fanno circa 867milioni di costo per lo Stato in un anno), la maggior parte dei quali rumeni, marocchini, albanesi, tunisini ed egiziani. La convenzione di Strasburgo, firmata da più di 50 paesi, prevede che detenuti con una pena definitiva e un residuo superiore ai sei mesi possano scontare la propria detenzione nel paese di origini.
Bene, per Strasburgo nel 2016 ne sono stati rimpatriati soltanto 10, a fronte di 860 richieste di cui 265 arrivate nel 2016. Per accelerare alcune procedure, però, l’Italia ha firmato alcuni accordi bilaterali con i paesi con i quali siamo maggiormente esposti, Albania e Romania su tutti.

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