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Fidel Castro è morto

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Fidel Castro, l’ex presidente cubano, leader della rivoluzione comunista dell’isola, è morto all’età di 90 anni. Lo ha annunciato la tv di stato cubana. Raul Castro lo ha annunciato. Per molti anni, a causa delle precarie condizioni di salute e delle pressioni degli anticomunisti rifugiati negli USA, hanno circolato in rete e sui giornali tante notizie sulla sua morte poi rivelatesi false. I limiti al suo mandato Fidel li aveva fissati nel 2003, dirigendosi ai cubani: “Rimarrò con voi, se lo volete, finché avrò la consapevolezza di potere essere utile, se prima non lo decide la stessa natura. Né un un minuto prima né un secondo dopo“.

Fidel Castro è morto

Il fratello Raul Castro in un video ha annunciato che è morto il 25 novembre alle 10,29 di sera e che il suo corpo verrà cremato, secondo le sue ultime volontà. E ha concluso con un “Hasta la victoria, siempre”. “Oggi, 25 novembre, alle 10:29 della notte è morto il Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”, scrive il sito web ufficiale Cubadebate.

Una delle figure mondiali di maggior spicco nella seconda metà del ventesimo secolo, Fidel Castro ha avuto un’influenza fuori dal comune e decisamente superiore alle piccole dimensioni dell’isola caraibica. Molti tentativi degli Stati Uniti di assassinarlo sono andati a vuoto. “Cuba lo piange, ma allo stesso tempo lo ringrazia per averlo avuto per 90 anni. Con lui l’Isola e la ‘Revolucion’ si sono fatti spazio nella mappa del mondo. Ci mancherai… difenderemo la ‘Revolucion’ che hai costruito insieme ai poveri della tua terra”, scrive il sito web Cubadebate

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Fidel Castro con Ernesto Che Guevara

Vita e morte di Fidel Castro

Nato il 13 agosto 1926 a Biran, figlio del proprietario terriero spagnolo Angel Castro e della cubana Lina Ruz, ha studiato prima nei collegi La Salle e Dolores di Santiago de Cuba, poi, dal 1941 al 1945, a L’Avana, nella prestigiosa scuola gesuita di Belen, periodo che incide fortemente nella sua formazione culturale, così come in quella del fratello, Raul. Qualche anno dopo la laurea in legge si candida alle presidenziali, progetto subito frustrato per il golpe del 10 marzo di Fulgencio Batista. La sua risposta è l’assalto alla Caserma della Moncada, il 26 luglio 1953. Per Fidel fu un disastro: i ribelli vennero catturati e 80 di loro fucilati. Castro è condannato a 15 anni di prigione e, nella sua difesa finale, pronuncia il famoso discorso su ‘La storia mi assolverà’, in cui delinea il suo sogno rivoluzionario. Dopo il carcere, amnistiato, va in esilio negli Usa, poi in Messico: è qui che conosce Ernesto Guevara. Insieme al ‘Che’, Raul ed altri 79 volontari, nel’56 sbarca nell’isola a bordo del ‘Granma’. Il gruppo, sorpreso dalle truppe di Batista, viene decimato: in 21 riescono a rifugiarsi nella Sierra Maestra. I due anni di guerriglia mettono alle corde il dittatore. Il 1/o gennaio 1959, i ‘barbudos’ entrano trionfalmente a L’Avana. Castro lo fa qualche giorno dopo. Fino al trionfo della ‘revolucion’, l’isola viveva del commercio con Washington. Dopo la presa del potere di Fidel, il paese divenne un campo di battaglia della ‘guerra fredda’. Cuba riesce comunque a resistere al duro embargo americano e ad un attacco militare, quello della ‘Baia dei Porci’, organizzato dalla Cia formato da cubani reclutati all’estero. E’ poi stata al centro della crisi dei missili nel 1962 che ha rischiato di trascinare il mondo in una guerra nucleare mondiale.
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Forte di un inossidabile carisma e affascinante capacità oratoria, Fidel è stato per decenni il ‘nemico numero uno’ di Washington: con il risultato che, mentre accresceva la sua dipendenza dall’Urss, appoggiava i movimenti marxisti e le guerriglie in America Latina ed in Africa, diventando tra i leader del movimento dei Paesi non Allineati. Nel frattempo, si sposa con Dalia Soto del Valle. Hanno cinque figli: Alexis, Alexander, Alejandro, Antonio e Angel. Il ‘lider maximo’, con una vita privata nella quale realtà e mito s’intrecciano, è ‘sopravvissuto’ a dieci presidenti Usa e – ha più volte ricordato – a 600 attentati. Perfino nel crepuscolo del suo mandato, Fidel e il sistema politico cubano sono riusciti nel bene e nel male a resistere alla disintegrazione socialista e al crollo dell’Urss nel ’91. Per i cubani, Castro è stato il ‘Comandante’, oppure semplicemente Fidel, sul quale sono state costruite tante ‘storie’: “non dorme mai”, “non scorda nulla”, “è capace di penetrarti con lo sguardo e sapere chi sei”, “non commette sbagli”. Castro ha d’altro lato esibito una devozione per le cifre e dati, nascondendo caratteristiche come il pudore e lo scarso interesse, raro per un cubano, per la musica e il ballo. Ha sempre avuto una salute di ferro fino all’improvvisa e grave emorragia all’intestino avuta al rientro di un viaggio dall’Argentina poco prima di compiere 80 anni. Malato, dopo aver delegato il potere al fratello Raul – prima in modo provvisorio il 31 luglio 2006, poi definitivamente nel febbraio 2008 – ha così cominciato il conto alla rovescia verso la fine di una vita leggendaria. L’era di Fidel si scioglie lentamente, in mezzo a una nuova Cuba ogni volta più ‘raulista’, tra una serie di riforme economiche e la mano ferma del potere sul fronte politico: di sicuro una transizione, la cui portata è però difficile da capire. La data chiave della nuova era è il 17 dicembre 2014: quel giorno, a sorpresa e con la mediazione di Bergoglio, L’Avana e Washington annunciano il ‘disgelo’ bilaterale.