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Draghi vuole allungare l’anno scolastico. Ma lo aveva già proposto Azzolina

In questo modo si vorrebbe recuperare un po’ di didattica in presenza, ma docenti e sindacati si sentono offesi

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Lo aveva già pensato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ed era stata duramente criticata (anche) per questo. Eppure la stessa proposta potrebbe arrivare ufficialmente dal premier incaricato Mario Draghi. Che si mettano quindi l’anima in pace gli studenti, la la scuola potrebbe durare tutto il mese di giugno. Perché? Per recuperare il tempo sottratto alla didattica “normale”, quella in presenza per intenderci. Nulla è ufficiale, ma sembra che per l’ex presidente della Banca Centrale Europea quello dell’istruzione sia un nodo da sciogliere, una priorità del nuovo esecutivo. Lezioni fino al 30 giugno (forse?), e ripartenza in sicurezza e al completo per settembre. Al completo sì degli studenti, ma anche dei docenti, di cui Draghi vorrebbe aumentare la assunzioni. E l’esame di maturità? Questo quesito non ha ancora una risposta, perché di ciò sembra che ancora non si sia parlato. Se slitta l’ultimo giorno di scuola, dovrebbe slittare anche l’esame di Stato, ovviamente. Sulle modalità -se come lo scorso anno o no- non si sa nulla.

Ora la proposta di portare il calendario sino a fine giugno sembra piacere, o almeno non dispiacere. Tant’è che critiche dure ancora non ne sono arrivate (forse perché non c’è ancora nulla di ufficiale), né dal mondo della scuola né dei sindacati. Solo qualcuno ha iniziato a remare contro, come Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola: “Allungare a prescindere il calendario scolastico significa far credere che con la Dad la scuola abbia scherzato”. Invece l’ok arriva Antonello Giannelli dell’associazione nazionale presidi: “Solo se si tratta di un prolungamento relativamente contenuto, anche se non si può proseguire ad libitum”. Comunque tutte posizioni più morbide rispetto a quelle che erano state adottate nei confronti della ministra a 5 Stelle.

Proprio due mesi fa infatti era stata attaccata -e non poco- da più fronti per aver proposto la stessa cosa: far slittare la chiusura della scuola, recuperando così qualcosa della didattica in presenza. “Non esiste -aveva detto Marcello Pacifico di Anief- Sarebbe rinnegare il lavoro fatto a distanza. O si interrompono le lezioni in presenza o a distanza oppure ogni altra soluzione renderebbe vano il grande lavoro portato avanti da migliaia di insegnanti”. Così anche Rino di Meglio, coordinatore della Gilda degli insegnanti: “Si tratta di una proposta che offende la professionalità di tutti gli insegnanti impegnati ormai da mesi nella Didattica a distanza”.