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Domenico Lucano: il sindaco dei migranti indagato per concussione

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Il sindaco di Riace Domenico Lucano, famoso per l’accoglienza di migranti nel suo paese, è indagato dalla Procura di Locri per abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione alla gestione del sistema di accoglienza. Con lui – scrive la stampa locale – è indagato Fernando Antonio Capone, presidente dell’associazione “Città Futura-don Pino Puglisi”. Ieri la Guardia di finanza ha acquisito documenti in Comune e notificato a Lucano l’avviso di garanzia.

Domenico Riace: il sindaco dei migranti indagato per concussione

Nelle scorse settimane Lucano si era detto “sfiduciato e indignato con lo Stato” dopo che Ministero dell’Interno e Prefettura di Reggio Calabria avevano sospeso l’erogazione dei fondi per presunte irregolarità. Lucano, grazie alla sua attività in favore dell’accoglienza, è stato inserito dalla rivista Fortune al 40/mo posto tra le personalità più influenti nel mondo. Rai Fiction ha anche annunciato la realizzazione di una fiction su Lucano che sarà interpretato da Beppe Fiorello. A Riace in Calabria gran parte dei 500 migranti ospitati è impegnata in lavori di pubblica utilità: raccolta dei rifiuti, pulizia delle spiagge, lavori artigianali.
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Lucano, sindaco da tre mandati, era stato oggetto di un servizio del Corriere della Sera , era anche finito sotto accusa per un’ispezione del ministero in cui si notava che almeno un terzo dei 150 richiedenti asilo risultava essere illegalmente ospite in termini di durata massima di permanenza (due anni anziché 6 mesi), per 500 mila euro di spese senza «pezze d’appoggio», o con giustificazioni poco chiare o raddoppiate. Poco chiare le spese per il fitto di abitazioni (classificate A/3) in uso agli immigrati, di cui mancano attestazioni di agibilità e abitabilità, di proprietà di parenti dei responsabili degli enti gestori lo Sprar: oltre 200 mila euro annui. Senza dimenticare che altri 600 mila euro sono spesi annualmente per stipendiare 70 operatori, non sempre e non tutti con le carte in regola. Per esempio, quell’assistente sanitario munito semplicemente di un diploma di agrotecnico.