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Doly: il quarto uomo delle stragi di Parigi

Il principale complice di Amedy Coulibaly è stato arrestato oggi a Parigi nella retata che ha portato in galera o in stato di fermo tredici persone, in massima parte cittadini francesi, dopo la retata nelle banilieues parigine. Tra i fermati c’è chi ha fornito la Reanult Mégane che Coulibaly ha usato per essere accompagnato a sparare alla poliziotta il giorno successivo alla strage di Charlie Hebdo. L’uomo, che era stato identificato con il soprannome di Doly, era stato identificato grazie alle chiavi di una moto trovate nell’appartamento di Coulibaly. Di lui si era detto nei giorni scorsi che era fuggito in Siria.

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L’arsenale di Amedy Coulibaly (fonte foto: Le Parisien)

IL QUARTO UOMO
Secondo quanto scrive Le Monde, dodici persone sono state arrestate nella notte tra giovedi 15 a venerdì 16 gennaio nella zona di Parigi nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati della scorsa settimana nella Capitale della Francia. Secondo quanto riferito, gli arrestati sono otto uomini e quattro donne, alcuni di essi già conosciuti alla polizia per altri reati. Nessuno di questi era sotto inchiesta per terrorismo. A priori non si esclude neppure che alcuni di questi abbiano avuto un ruolo nella pubblicazione del video di Amedy Coulibaly uscito dopo la sua morte a Porte des Vincennes. I sospetti saranno interrogati su un «eventuale sostegno logistico» che hanno probabilmente fornito  agli assassini, compreso l’utilizzo di armi e veicoli. Altre ricerche sono  in corso a Montrouge e in altre zone di Parigi.  Secondo fonti della polizia i presunti complici sono stati deintificati attraverso intercettazioni condotte nell’entourage dei fratelli Kouachi e in quello di Amedy Coulibaly. Quest’ultimo è infatti cresciuto a Grigny, dove nei giorni precedenti alla strage è passato per salutare alcuni vecchi amici. Gli investigatori sono anche sulle tracce della vettura di proprietà di Hayat Boumeddiene, la compagna di Coulibaly, che è stata avvistata al confine con la Turchia il 2 gennaio prima di trasferire in Siria.
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Il documento di Coulibaly con la richiesta di prestito a Cofidis

UN UOMO CHIAMATO DOLY
Il misterioso quarto uomo, che si aggiunge quindi ai tre che hanno colpito tra Charlie Hebdo e Porte des Vincennes, è stato individuato in seguito alla scoperta del covo a Gentilly. Di lui si conosce soltanto il soprannome: Doly. Nell’appartamento la polizia ha trovato un vero e proprio arsenale di armi ed esplosivi e tanta documentazione sull’Islam radicale, oltre a bandiere con l’immagine dell’ISIS. Hanno anche trovato le chiavi di una motocicletta, e da lì sono arrivati al complice di Coulibaly. Si tratta di un elemento già noto alla polizia, per reati contro il patrimonio. L’uomo è nativo di Seine-Saint-Denis. Dopo l’identificazione gli inquirenti sono alla ricerca di ulteriori elementi di connessione tra lui e i Kouachi. Gli inquirenti immaginano che potesse essere il tiratore di Fontenay Au Rouge che ha sparato a un uomo che faceva jogging mercoledì 7 gennaio: già nell’immediatezza del blitz erano usciti elementi che collegavano gli attentati a Charlie Hebdo. Colpito da tre proiettili alla spalla (gli spari erano stati cinque), la vittima era riuscita a scappare rintanandosi in una casa vicina prima che il killer si dileguasse. Prima di cadere in coma la vittima era stata in grado di fornire una descrizione abbastanza precisa del suo aggressore: un caucasico vestito con una giacca nera e collo e viso nascosti da una pelliccia. All’interno del negozio kosher la polizia ha trovato una pistola automatica Tokarev, che spara proiettili di calibro 7,62 come quelli che sono stati usati nell’aggressione a mano armata all’uomo che faceva jogging. «Quest’arma potrebbe essere stata utilizzata dal complice di Amedy Coulibaly appena prima dell’attentato di Montrouge.