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Dieudonné arrestato per apologia di terrorismo

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Il comico francese Dieudonné, indagato dalla procura di Parigi per apologia di terrorismo, è stato arrestato stamattina nella sua casa nel centro della Francia e posto in stato di fermo. Lo riferisce la rete all news iTele’.Questo lo status che lo ha messo nei guai, con la battuta “Je suis Charlie Coulibaly”:

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Il messaggio con la frase “Je suis Charlie Coulibaly” che ha portato all’arresto di Dieudonné

Il Tribunale di Parigi aveva aperto l’altroieri un inchiesta per apologia del terrorismo nei confronti di Dieudonné M’bala M’bala dopo le dichiarazioni del comico sulla propria pagine Facebook in cui affermava di sentirsi Charlie Coulibaly, il cognome del terrorista del supermercato kosher di Porte de Vincennes. Una decisione, questa, di cui aveva preso atto in una nota il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, denunciando le dichiarazioni “abbiette” di Dieudonné. Il ministro, si leggeva nella nota, «denuncia solennemente le dichiarazioni abbiette di M. Dieudonné M’Bala M’Bala sulla propria pagina Facebook che testimoniano irresponsabilità, che sono irrispettose e che dimostrano una propensione a suscitare l’odio e la divisione che sono semplicemente insopportabili”. Il ministro “prende atto della decisione del Tribunale di Parigi di aprire un’inchiesta per apologia del terrorismo». Cazeneuve aveva ricordato che «l’articolo 421-2-5 del codice penale, introdotto con la legge del 13 novembre 2014 per rendere più severe le disposizioni relative alla lotta contro il terrorismo, ha rafforzato la repressione legata all’apologia del terrorismo, prevedendo una pena fino a 7 anni di carcere e 100 mila euro di multa, quando i fatti sono stati commessi utilizzando un servizio di comunicazione on line». Il testo pubblicato al termine della manifestazione di domenica a Parigi da Dieudonné è stato poi successivamente cancellato. Il comico aveva risposto sulla sua pagina Facebook a Cazeneuve:
dieudonné arrestato risposta cazeneuve

  DIEUDONNÉ ARRESTATO PER APOLOGIA DI TERRORISMO Non è la prima volta che Dieudonné finisce nel mirino delle autorità francesi. Un anno fa il Consiglio di Stato francese, il più alto tribunale amministrativo del Paese, aveva proibito la rappresentazione dello spettacolo di Dieudonné a Nantes, accogliendo le argomentazioni del governo secondo il quale lo show era un rischio per l’ordine pubblico e un’offesa alla dignità umana a causa dei ripetuti insulti del comico ai danni degli ebrei. In questo video il primo ministro Manuel Valls lo aveva criticato pesantemente:
Valls dénonce devant l’Assemblée nationale… di BFMTV
Su Twitter c’è già chi si è accorto dell’assurdità della situazione:


DIEUDONNÉ E LA STORIA DELLA QUENELLE
Sono state aperte in Francia già una cinquantina di procedure giudiziarie per apologia di terrorismo, dopo gli attentati della settimana scorsa, secondo fonti giudiziarie. Dieudonné era finito nei guai nel dicembre 2013 per il gesto della quenelle, che lui stesso aveva lanciato nel 2005: un gesto che si faceva mettendo una mano sulla spalla opposta e l’altra verso il basso, oppure in corrispondenza del gomito. Un riferimento sessuale, secondo quanto raccontava il comico, che rappresentava cosa avrebbe fatto ai “sionisti”. Il calciatore Nicholas Anelka fece il gesto per festeggiare dopo un goal e venne squalificato. Intanto è partito l’hashtag #jesuisdieudo