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I danni al vigneto di Bruno Vespa

bruno vespa vigneto

Settanta ceppi delle vigne di primitivo coltivate nella vigna di Lizzano (Taranto) di proprietà del giornalista Bruno Vespa che da alcuni anni produce vini nella regione, sono stati tagliati nella notte da persone non ancora identificate: l’episodio è stato denunciato dal conduttore televisivo ai carabinieri del comune tarantino. “La Puglia – sottolinea Bruno Vespa – ha dato il benvenuto alla mia prima vendemmia nella vigna di Lizzano, acquistata lo scorso anno”. “Ieri – aggiunge Vespa – abbiamo tranquillamente vendemmiato il Fiano, stanotte sono stati tagliati 70 ceppi delle vigne di Primitivo. Si tratta evidentemente di opera di piccoli mafiosi locali. Ma stiano pur sicuri che non mi lascio intimidire”.

«Un po’ come se le avessero mutilate — osserva il direttore di «Porta a porta» —. Non è un danno pesante: sarà andato perduto un quintale di raccolto, non di più. Ma è il gesto quello che conta. So che in passato fatti analoghi si sono verificati per chiedere forme di protezione o di vigilanza sui poderi: nessuno mi ha minacciato direttamente, ma ho sporto la denuncia ai carabinieri. Definirei il tutto come un’intimidazione mafiosetta». Per Vespa quella del 2016 è la prima vendemmia diretta che si preannuncia «come in tutta la Puglia abbondante e soprattutto di qualità». Da quattro anni il giornalista ha avviato un’attività vinicola nella regione. L’esordio è stato con un Primitivo prodotto a Manduria in un vigneto in fitto: 55 mila bottiglie nel 2014 finite in 5 degli 8 ristoranti tristellati d’Italia. «Prezzi nazionalpopolari, devo farmi perdonare — ha ripetuto più volte — il fatto di essere conosciuto». Ora c’è il Fiano che viene da Lizzano, da una masseria tutta sua per la quale ha presentato un progetto di ristrutturazione al Comune.

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“E’ un brutto segnale, hanno voluto colpire un simbolo, una persona nota a tutti per l’investimento fatto nelle nostre campagne – ha commentato Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Taranto – intimidazioni del genere nel mondo agricolo ci sono sempre state e purtroppo credo che ce ne saranno a Taranto. E’ ovvio, però, che quando colpisci una persona molto nota amplifichi la diffusione del segnale intimidatorio: e’ un po’ come se colpissi tutti i vignaioli e rischi di scoraggiare anche chi, dopo Vespa, vuole venire qui ad investire. Perché non va trascurato un dato: oggi l’area di Manduria e’ in grande crescita. Se vuoi comprare qualche ettaro sparso di vigneto, lo puoi fare ancora, ma se pensi di acquisire una proprietà o un’azienda agricola di dimensioni significative, di fatto non ce ne sono più. C’è la fila dei compratori. E non solo per comprare vigneti ma anche complessi immobiliari come le nostre masserie. Bruno Vespa – ha aggiunto Lazzaro – si sta impegnando in un progetto importante tra Lizzano e Manduria. Una personalità come lui poteva investire in qualunque parte d’Italia, a partire dalla Toscana, e invece ha scelto la Puglia, il Tarantino, perché apprezza come la natura e’ qui presente, come stiamo sviluppando la cultura del vino e come stiamo accompagnando il prodotto a posizionarsi sempre meglio sul mercato. Non a caso abbiamo voluto che Vespa fosse anche testimonial di alcuni eventi proprio a Manduria”. Viva condanna per il “vile atto ai danni del giornalista Vespa che stiamo seguendo nella sua attivita’ di vitivinicoltore e promotore del territorio pugliese” viene espressa anche dal presidente di Coldiretti Puglia Gianni Cantele, anch’egli vitivinicoltore. “Le ragioni dovranno essere accertate dagli inquirenti – rileva – resta il fatto che si tratta di un gesto che ha arrecato un danno a Vespa, ma anche all’immagine complessiva di una regione accogliente produttiva, laboriosa che non accetta in alcun modo episodi lesivi di un settore che e’ asset strategico per lo sviluppo di tutta l’economia pugliese”.

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