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Dal flashmob anti-migranti alla citazione di… Topolino. Chi è Sasso, il nuovo sottosegretario della Lega all’Istruzione

Premio “alla carriera” per l’onorevole barese del Carroccio passato con un’impressionante agilità dai sit-in in spiaggia contro i migranti alle citazioni di Dante. Con gaffe

Non bastassero Borgonzoni e Pucciarelli, la Lega di Matteo Salvini ha completato il suo personalissimo tridente dei sottosegretari irricevibili con Rossano Sasso, nuovo sottosegretario all’Istruzione del governo Draghi.

Più salviniano di Salvini, Sasso si è distinto in passato per un uso abbastanza disinibito dei social e per una comunicazione non esattamente compatibile con chi si occupa ai massimi livelli di scuola e didattica. Un esempio? Appena pochi giorni prima della nomina, il deputato barese della Lega – e già questo è un ossimoro – ha pubblicato una foto sulla propria pagina Facebook con tanto di citazione di Danti Alighieri tanto cara al suo capo:

“Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto”.

Topolino

Già, peccato che quella quote non sia mai stata pronunciata dal Sommo Poeta. In compenso, si trova su “Topolino” in una ancorché brillante parodia a fumetti dell’Inferno della Disney. Insomma, non esattamente la citazione accademica che ci si aspetta da chi, da oggi, avrà in mano le sorti dei nostri figli. Ma, se si fosse limitato a questo, tutto sommato, sarebbe in buona compagnia, in una classe politica che da anni scivola sempre di più verso il fondo. Solo che l’onorevole Sasso, in passato, ha pensato bene anche di uscire dal suo campo prediletto, la cultura (leggasi: ironia), per avventurarsi nei territori perigliosi della cronaca.

E’ l’estate 2018 quando Sasso, appena eletto alla Camera, decide di partecipare a un flash-mob a Castellaneta Marina (provincia di Taranto) contro un migrante marocchino allora 31enne accusato di aver violentato una ragazza di 17. In quell’occasione definì il ragazzo “un bastardo irregolare sul nostro territorio”, promettendo di “cacciare i migranti irregolari a calci nel culo”, in pieno stile Lega. Cinque mesi dopo l’uomo fu assolto con formula piena in quanto l’uomo non aveva commesso il fatto. Ma intanto la canea anti-migranti era partita, la Lega in Puglia, grazie anche a quella gogna, triplicò in breve i suoi voti e del migrante nessuno parlò più. Non risulta che Sasso abbia mai chiesto scusa, né al migrante né ai suoi elettori.

Oggi, grazie a un curriculum di questo livello, si ritrova premiato dal suo partito con il ruolo di sottosegretario all’Istruzione. Un premio alla carriera, insomma.