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Il cuore d'oro di Niccolò Ghedini

niccolò ghedini

Ve lo aspettereste? No, che Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi e senatore della Repubblica italiana per volere sempre di Berlusconi, avesse un cuore d’oro non ve lo sareste mai aspettato, ammettetelo. E invece, intervistato oggi da Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera per rimproverargli le scarse presenze in Senato, Niccolò Ghedini rivela che in quanto a utilizzo corretto dei pubblici soldi lui non ha nulla da invidiare ai grillini. Infatti

Lei quanto guadagna?
«Da avvocato o da senatore?».
Da senatore.
«Non guadagno un euro».
Può essere più preciso?
«Il 25 settembre del 2012 inviai una lettera a Gianfranco Fini, all’epoca presidente della Camera, spiegandogli che non mi sembrava più accettabile, vista la condizione economica del Paese, cumulare più redditi quando si ha già, come nel mio caso, un guadagno da lavoro autonomo superiore a quello di parlamentare. Gli chiesi perciò di sospendere, fino al termine della legislatura, l’erogazione a mio favore di ogni indennità, cioè stipendio, e di ogni rimborso… tipo taxi o biglietti aerei e ferroviari».

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E Fini?
«Mi rispose pochi giorni dopo. Poteva accogliere la mia richiesta per quando riguardava i rimborsi, ma non per lo stipendio: essendo questo espressamente previsto in Costituzione. Quando poi fui eletto a Palazzo Madama, la mia segreteria comunicò la stessa richiesta anche al presidente Grasso».
Quindi lei continua a incassare, nonostante le cospicue assenze, solo lo stipendio?
«Il verbo incassare è, di per sé, abbastanza sgradevole. Comunque, sì: lo incasso, ma poi lo utilizzo socialmente».
Sta dicendo che devolve l’intero stipendio da senatore in beneficenza?
«Sto dicendo questo. Anche se la beneficenza dovrebbe sempre essere silenziosa e nascosta» (la voce, su questa risposta, è sembrata essere meno gelida: ma magari era solo un’impressione).

Chi l’avrebbe mai detto, eh?