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Così la Caritas campana si prendeva i soldi per i migranti

Un’associazione per delinquere che mirava a prendersi i milioni di euro per l’emergenza profughi, nella quale sono implicati anche i vertici della Caritas della Campania. L’indagine che ha portato agli arresti dei responsabili della Onlus “Un’ala di riserva”, Alfonso De Martino e Rosa Carnevale, ha riservato anche un’accusa di peculato per il direttore regionale dell’istituzione religiosa don Vincenzo Federico. Della storia parla oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

Scrivono i pubblici ministeri nella richiesta di arresto: «È verosimile che le strutture (e segnatamente la Caritas di Teggiano) che facevano pervenire a De Martino i “pocket money” destinati ai migranti da loro ospitati ricevessero in cambio una percentuale degli enormi guadagni che ne ricavava il De Martino (pari al 20% del valore di ogni singolo buono oltre alle ricariche telefoniche acquistate). Non si comprenderebbero infatti le motivazioni sottostanti alla scelta da parte delle varie strutture ospitanti i migranti, allocate in località molto distanti in province diverse della Campania, di fare confluire e negoziare in maniera massiccia, anche per il tramite di loro delegati, la quasi totalità dei“pocket money” indebitamente da loro trattenuti presso l’edicola della Carnevale che è situata a Pozzuoli. A tale business erano del tutto estranei i beneficiari dei buoni cui veniva elemosinata solo una minima parte del valore nominale dei buoni cui avevano diritto».

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Le quote dei migranti dell’Unione Europea (Corriere della Sera, 14 maggio 2015)

In tutto si parla di 56 milioni gestiti durante la primavera araba. Il prete è accusato di essersi appropriato di 110mila euro, ma si parla anche di passaggi di soldi sui conti correnti riconducibili al sacerdote:

Lo stesso responsabile della Onlus ha ammesso in un interrogatorio che si è svolto prima dell’arresto: «In riferimento invece alla consegna dei ticket degli ospiti delle strutture gestite dalla Caritas di Teggiano, i blocchetti venivano consegnati mensilmente dal responsabile Fiore Marotta, il quale, a sua volta, li raccoglieva presso le varie strutture della Caritas di Teggiano. Anche su questi buoni trattenevo una percentuale del 5 per cento come avveniva con le altre strutture non convenzionate con “L’ala di riserva”». Alla Caritas fanno capo altre due Onlus che secondo i magistrati avrebbero avuto un ruolo opaco nella gestione del denaro pubblico in un sistema illecito che andrebbe avanti almeno dal 2011.

La struttura di Don Vincenzo assiste ogni giorno 600 stranieri, con introiti che arrivano a 4mila euro quotidiani.