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I Testimoni di Geova e gli abusi sessuali a Le Iene

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Ieri Luigi Pelazza a le Iene è tornato ad indagare sui casi di presunti abusi sessuali tra i Testimoni di Geova. Della vicenda le Iene se ne erano occupate qualche settimana fa, facendo eco alla notizia della scoperta di un migliaio di casi analoghi avvenuti in Australia. Un servizio con poche novità sul modo di condurre gli affari interni dei TdG ma che ha presentato diverse testimonianze del clima di violenza nel quale alcuni aderenti alla setta sono stati cresciuti. Una domanda, ma perché Pelazza invece di andare a chiedere all’Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova non è andato dal magistrato a presentare le prove dei reati dei quali è venuto a conoscenza?

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Le violenze e gli abusi raccontati dalle vittime

Non sono in discussione le buffe credenze dei Testimoni di Geova, che sono proprie di ogni setta e religione, quanto l’ordinaria amministrazione della vita quotidiana da parte di alcuni aderenti. Certo, il fatto che qualsiasi cosa venga giustificata ricorrendo alla voce delle Scritture è parte integrante del sistema di credenze dei Testimoni di Geova ma questo non significa ipso facto che questa forma di culto religioso sia fondato sulla violenza e sugli abusi. Sono convinto che tra i Testimoni di Geova, così come tra i sacerdoti cattolici, ci siano molte persone buone ed oneste che però spesso per paura di essere estromesse dalla comunità (il termine preciso è disassociati) non denunciano il comportamento di coloro che commettono i crimini più gravi. Tutti i testimoni ascoltati da Pelazza fanno o hanno fatto parte dei Testimoni di Geova e hanno chiesto di rimanere nell’anonimato. Quello che gli intervistati delle Iene raccontano a proposito delle violenze e della cultura di sottomissione ai dettami degli Anziani della congregazione – per quanto non forniscano prove – è verosimile ed in linea da quanto raccontato da Ignazio Tarantino nel suo libro Sto bene, è solo la fine del mondo e da altri fuoriusciti e disassociati. Noi che siamo fuori dei TdG conosciamo sostanzialmente due aspetti: le visite al citofono per “parlare della Bibbia” e il fatto che i TdG rifiutino le trasfusioni di sangue (fortunatamente non possono però imporre questa scelta ai minori). Ma è naturalmente l’aspetto nascosto della vita della comunità a destare più curiosità e suscitare maggiore indignazione. Ad un certo punto Pelazza tira fuori il testimone con la maschera di Guy Fawkes che ci spiega che secondo una circolare interna per poter denunciare un abuso la regola derivata dalle Sacre Scritture stabilisce che ci debbano essere almeno due testimoni di quell’abuso. Anche questa non è proprio una novità visto che era uno dei dati emersi dall’inchiesta australiana.
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Perché i Testimoni di Geova non denunciano i reati?

Va da sé che in questo modo gli abusi non potrebbero mai essere denunciati di fronte alle autorità religiose della setta, ovvero il Corpo Direttivo. E se vi chiedete come mai questi abusi non vengano invece denunciati all’autorità giudiziaria dello Stato italiano oltre all’esistenza di un’indicazione che sconsiglia di rivolgersi alle autorità secolari per appianare i conflitti interni una possibile spiegazione sta nel fatto che i TdG vengono cresciuti all’interno di una rete di relazioni che comprende esclusivamente altri TdG ed è quindi difficile rivolgersi a qualcuno di esterno. Inoltre la disassociazione dalla setta – per i “peccati” più vari – comporta per chi ne fuoriesce la perdita di tutte le relazioni sociali e familiari. Il disassociato rischia di trovarsi – di colpo – nella solitudine più assoluta. Pelazza intervista anche un’altra vittima che racconta dell’abuso sessuale subito a nove anni da uno degli Anziani della sua Congregazione. Stando quindi alle vittime il problema esiste, non sappiamo però quanto sia diffuso ed è in ogni caso difficile sostenere che si tratti di una pratica comune, ma per i TdG può essere affrontato solo in seno alla Congregazione senza dove ricorrere alle autorità italiane. Questo non significa che la posizione ufficiale della setta sia a favore degli abusi, anzi un non meglio identificato addetto stampa sostiene che i TdG ripudiano gli abusi, almeno a parole. Per vedere se a queste parole seguiranno anche i fatti e delle prese di posizione chiare e nette probabilmente toccherà aspettare ancora del tempo.