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Come funzionano i Corona party: ecco come si organizzano per infettarsi

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Corona Party

Un tempo si andava in Alto Adige per la settimana bianca, per vedere la maestosità delle Dolomiti e respirare aria più sana e più pulita rispetto a quella delle grandi città. Ora, invece, tra Bolzano e dintorni si va per partecipare a una follia che risponde al nome di “Corona party”. Si tratta, di fatto, di feste organizzate in casa dove tra gli invitati c’è anche almeno una persona risultata positiva ai test. L’obiettivo di chi partecipa a questi assurdi eventi è quello di contagiarsi per ottenere il “Green Pass” da “guarigione” e non quello da “vaccinato”. Ma, in molti casi, si mette a rischio la propria vita a causa dei danni provocati (e che sono noti a tutti) dal Covid.

Corona Party, come funzionano le feste per contagiarsi in Alto Adige

La denuncia è partita, nei giorni scorsi, da Patrick Franzioni, dirigente della Azienda sanitaria dell’Alto Adige, che ai microfoni della Rai aveva raccontato questa assurda tendenza molto in voga dai giovani altoatesini che avevano preso spunto da un fenomeno già presente nella vicina Austria e in Germania. E ora anche i Carabinieri hanno dato vita a un’indagine per rilevare questi comportamenti folli da parte dei ragazzi che preferiscono infettarsi – sottovalutando le conseguenze, anche a lungo termine, del COVID – e non vaccinarsi.

Un fenomeno, come spiega Il Corriere della Sera, molto diffuso nelle valli dell’Alto Adige. Questi giovani si riuniscono all’interno di un’abitazione e bevono insieme a una persona infetta e, dunque, altamente contagiosa. Feste private in casa che poi, come riportano i dati (e l’incidenza, anche suddivisa per fasce d’età), sta provocando decine di ricoveri tra i più giovani. E si tratta di una dinamica che va avanti da diverso tempo.

Sempre a Il Corriere della Sera, il videomaker Andrea Pizzini – che da tempo segue le storie delle persone ricoverate in ospedale dopo aver contratto il Covid – ha raccontato di come questa tendenza sia in voga dal mese di settembre, spiegando come e dove vengono organizzati questi “Corona Party”:

“Attraverso Telegram si danno appuntamento in posti — in casa di qualcuno, nei bar o nei ristoranti — dove si incontrano anche in cinquanta senza osservare alcuna precauzione e sperando così di contagiarsi senza sapere se davvero ci sia qualcuno positivo”.

E dentro a questi luoghi non si applicano i protocolli ancora in vigore: dal mancato utilizzo della mascherina, al distanziamento sociale. Perché l’obiettivo è quello di contagiarsi per evitare la vaccinazione e ottenere il Green Pass. E dagli ospedali nessuno fa riferimento a quelle folli feste organizzate con quello scopo, ma in tanti si dicono contenti – nonostante le condizioni di salute li abbiano costretti all’ospedalizzazione – di esser stati contagiati.