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Come aiutare le popolazioni terremotate (senza farsi truffare)

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Di cosa hanno bisogno i terremotati? Di beni di prima necessità oppure è meglio fare una donazione in denaro? Come sempre gli italiani vogliono fare la loro parte per dare una mano alle popolazioni colpite dal sisma, purtroppo però c’è sempre il rischio che qualcuno ne approfitti per il suo tornaconto personale. Il consiglio, sempre valido, è quello di effettuare una donazione solo ad enti o ad associazioni che si conoscono, soprattutto quando non si tratta di enti istituzionali o organi dello Stato. Il volontariato spontaneo, quello di coloro che si recano sul posto per “dare una mano” invece non serve a nulla.
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Come aiutare le popolazioni colpite dal terremoto

In questi giorni si stanno infatti moltiplicando le iniziative benefiche a favore delle popolazioni del Centro Italia. Su tutte spiccano quelle di Protezione Civilie e  Croce Rossa Italiana, da subito presenti sui luoghi del disastro dove sono impegnate nelle operazioni di recupero delle vittime, di messa in sicurezza degli edifici e soprattutto a prestare soccorso ai feriti e agli sfollati. La Protezione Civile raccoglie donazioni tramite il numero 45500. Grazie agli operatori Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, Coopvoce, Wind e Infostrada, è possibile donare due euro inviando un SMS solidale o effettuando una chiamata da rete fissa al numero 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma. La Croce Rossa Italiana invece ha attivato un conto corrente le cui coordinate sono le seguenti:
IBAN: IT38R0760103000000000900050
BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX
Beneficiario: Associazione italiana della Croce Rossa
Causale: “Poste Italiane con Croce Rossa Italiana – Terremoto Centro Italia”
In alternativa è possibile utilizzare il conto corrente della Croce Rossa Italiana con le seguenti coordinate:
IBAN: IT40F0623003204000030631681
BIC/SWIFT: CRPPIT2P086
Beneficiario: Associazione italiana della Croce Rossa
Causale: “Terremoto Centro Italia”
Rimangono inoltre validi gli appelli a chi ne ha la possibilità ad effettuare una donazione di sangue, questo anche se non si vive in un’area direttamente adiacente a quella colpita dal terremoto poiché la carenza di sangue durante il periodo estivo è un problema di rilevanza nazionale. Ci sono poi numerose associazioni, come Action Aid, Save the Children, ENPA (che raccoglie donazioni per aiutare gli allevatori colpiti dal sisma) e altre che hanno aperto sottoscrizioni per le donazioni per finanziare interventi nelle aree colpite. Su Facebook Action Aid ha invitato i cittadini a “donare ora” spiegando che l’associazione sta al momento impostando

una mappatura e monitoraggio dei bisogni, la mappatura edifici pubblici inadeguatamente costruiti o manutenuti, una reimpostazione del lavoro “tipo Openricostruzione” fatto in Emilia. Inoltre con l’associazionismo sportivo – molto attivo nell’area colpita dal sisma – che sta mettendo a disposizione spazi e visibilità, ci sosteniamo a vicenda nel comunicare correttamente cosa accade e come dare un primo supporto alle persone nell’immediato. Questa è una prima risposta, i nostri colleghi sono nell’area e nelle prossime ore avremo un quadro più chiaro, sia degli interventi dei prossimi giorni sia di quelli per il medio periodo.

Save the Children invece si occupa di portare soccorso ai più piccolo e ha allestito ad Amatrice uno “Spazio a Misura di Bambino, dove i bambini e i ragazzi colpiti dal tragico #terremoto potranno ricevere il supporto necessario per affrontare il trauma grazie a educatori appositamente formati” e sta valutando la possibilità di aprirne degli altri nei paesi che hanno subito i maggiori danni. Le donazioni confluiranno nel calderone del Fondo Emergenze dell’associazione, istituito per fare fronte a situazioni di questo tipo.
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L’importante è controllare sempre che chi raccoglie le donazioni indichi per cosa e per quali progetti intende utilizzare il denaro raccolto dando il proprio sostegno alle associazioni e agli enti che stanno già operando sul territorio. E non è detto che i fondi debbano essere spesi subito, l’emergenza potrebbe durare mesi e la ricostruzione richiedere anni, quindi è importante monitorare come vengono utilizzare le risorse.

Ci sono poi iniziative di solidarietà affidate al buon cuore dei singoli e quindi più difficili da monitorare e controllare. Ad esempio quella lanciata dal disegnatore Paolo Campana e intitolata AMAtriciana. Da oggi e fino a domenica proprio ad Amatrice si sarebbe dovuto tenere l’annuale sagra dedicata agli spaghetti all’amatriciana che quest’anno festeggiava la 50esima edizione e per questo Paolo Campana, grafico e food blogger, ha lanciato un appello: “Bisogna muoversi veloci. Ci provo. Nei prossimi giorni ci doveva essere una festa e invece… lancio una proposta a tutti gli amici ristoratori. Nei prossimi giorni devolviamo tutti un euro per ogni piatto di amatriciana ordinato e consumato?!”. L’invito è stato subito raccolto e una serie di ristoratori hanno dato la loro disponibilità: un euro lo metteranno i clienti e un altro euro lo metteranno gli stessi ristoratori. Un’iniziativa simile è quella di Carlo Petrini di Slow Food che rilancia l’appello di Campana mettendoci il cappello e rinominandolo “Futuro per Amatrice“. Il funzionamento è il medesimo, un euro di donazione sarà carico del ristoratore e un euro dal cliente per ogni piatto di pasta all’amatriciana consumato. In questo caso però le donazioni verranno fatte direttamente al Comune di Amatrice (coordinate bancarie IT 28 M 08327 73470 000000006000). Ma il dubbio che molti hanno è: come facciamo a essere sicuro che i ristoratori doneranno quanto pattuito in aiuti alle zone terremotate? Giuseppe Salvaggiulo sulla Stampa di oggi l’ha chiesto proprio al fondatore di Slow Food.

Raccoglierete voi le donazioni?
«Giammai. Nessuna mediazione. C’è un conto corrente intestato al Comune su cui affluiranno le donazioni da tutto il mondo. Causale: “Un futuro per Amatrice”. Via la burocrazia, via tutto!».

Via la burocrazia, brutta cattiva che impedisce alla ggente di aiutarsi e volersi bene. Ma riguardo al rischio che le donazioni di fatto non possano arrivare?

Non teme che la disintermediazione della gestione dei soldi sia un rischio?
«Tutto è un rischio. Ma a volte costa di più la salsa del pesce. Diamo fiducia alle comunità locali, ricambieranno con la responsabilità».

La responsabilità di non prendersi responsabilità nella gestione delle donazioni, naturalmente. Forse sarebbe meglio lasciare il tutto direttamente all’iniziativa personale, senza coinvolgere i clienti, come fa Bruno Barbieri


La speranza è che i ristoratori che sceglieranno di fare i furbi siano pochi (qualcuno inevitabilmente ci sarà), ad ogni modo ci sono tanti altri modi per donare e quindi se non vi fidate avete solo l’imbarazzo della scelta.

Gli sciacalli in azione all’Aquila

Ma non ci sono solo truffe (o possibili truffe) sulle donazioni ma anche veri e propri casi di sciacallaggio. Ai carabinieri dell’Aquila sono arrivate alcune segnalazioni riguardanti visite porta a porta di individui che sostenevano di stare raccogliendo denaro per l’emergenza sisma di Amatrice. Ci sarebbe inoltre un caso – la cui veridicità è ancora in corso di accertamento – su un messaggio WhatsApp dal tono allarmistico che recita: “Attenzione: gira per L’Aquila un gruppo di persone che, fingendosi dipendenti del Comune, chiedono di entrare nelle abitazioni per verificarne l’agibilità e poi commettere furti! La meschinità umana non ha limiti. Fate girare!”. Non è al momento chiaro se il messaggio sia una bufala o meno perché alle forze dell’ordine non sono pervenute denunce in merito all’episodio descritto.