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I cittadini furiosi irrompono nella sede AMA di Trastevere: «Mangiapane a tradimento»

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monnezza roma ama

L’emergenza igienico-sanitaria generata dall’inefficienza di AMA, che proprio in questo periodo chiede il pagamento della seconda rata della TARI (una delle più alte d’Italia) mentre lascia Roma immersa nella monnezza ha generato la sua prima reazione di popolo. Ieri, racconta il Corriere della Sera Roma, alcuni cittadini si sono presentati nella sede AMA di Trastevere per insultare i presenti:

La rabbia dei romani per i cassonetti strabordanti e circondati di immondizia, nonché l’olezzo che avvolge interi quartieri notte e giorno, trasferita ieri mattina nel presidio Ama di via delle Mura Portuensi. «Mangiapane a tradimento, non controllate quello che fanno i netturbini, non pulite niente. Non avete capito cosa c’è sotto casa nostra»: così i tre entrati senza permesso nel piccolo deposito di veicoli dell’azienda, «insieme con insulti irripetibili con i quali ci hanno investito», ha spiegato ai suoi superiori Silvia, tecnico operativo territoriale che si è alzata dalla scrivania e ha tentato di calmare i cittadini imbufaliti.

ama roma 29 giugno

«Non c’è stata aggressione fisica, né minacce, ma parolacce contro di noi. Ho cercato di spiegare loro che, a differenza di quello che pensano molti romani, non è colpa nostra. Che facciamo il massimo, che per noi l’azienda è come una famiglia. E che purtroppo in questo momento c’è un problema di accoglienza dei rifiuti negli impianti. Ho cercato -ha detto ancora il capo area di Trastevere – di spiegare quello che sta accadendo, senza trovare delle giustificazioni».

Alla fine i tre se ne sono andati. Non è escluso che nei giorni scorsi avessero segnalato senza successo la situazione difficile davanti alle lor oabitazioni. L’azienda sta valutando se sporgere denuncia per gli insulti al personale e perché sono entrati senza autorizzazione nel presidio.

All’AMA, invece che sporgere denuncia, converrebbe invece vergognarsi per le condizioni in cui sta lasciando Roma per la sua inazione e per l’incapacità palese nel gestire una situazione annunciatissima. Non ci sono scuse né balletti di responsabilità per una municipalizzata dei rifiuti che paga sontuosi stipendi ai suoi manager e però lascia la città nello schifo e nella vergogna.

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