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Chikungunya: i casi ad Anzio della malattia che si trasmette con le zanzare

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Alcuni casi di Chikungunya, una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette, si sono verificati nella zona del Comune di Anzio. Non è la prima volta che accade in Italia, nell’agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna. Le persone colpite ora starebbero bene ma, con una circolare inviata oggi, sono state bloccate le donazioni di sangue per 28 giorni per chi ha soggiornato nel comune.

Chikungunya: la malattia

Per contenere la diffusione di questa malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette, e prevenire la trasmissione attraverso trasfusioni, il Centro nazionale sangue raccomanda di sospendere cautelativamente dalla donazione i residenti nel Comune di Anzio, ma anche in altre aree regionali in caso in cui emergano all’anamnesi dei donatori sintomi riconducibili a quest’infezione. Per 28 giorni non potranno donare il sangue anche quanti hanno soggiornato, seppur per poche ore, nel Comune di Anzio dal primo agosto, afferma il Cns nella segnalazione inviata alla Struttura di coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Lazio e pubblicata sul sito dell’Avis nazionale.

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Chikungunya: cos’è

Scrive Wikipedia che all’epoca dell’epidemia in Emilia Romagnail personale sanitario non escludeva l’ipotesi che alcuni casi possano essersi diffusi per contagio interumano, in quanto un piccolo numero di contagiati aveva riferito di non avere subito (o quanto meno avvertito) punture della temibile zanzara. La Regione Lazio ha ordinato al comune di Anzio di procedere alla disinfestazione in un’area del suo territorio. La Asl RM 6 e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana hanno individuato nei giorni scorsi nella zona indicata la presenza di alcune zanzare, che provocano una sindrome influenzale di breve durata con dolori articolari.

Chikungunya:il rischio diffusione

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il rischio complessivo di un’ulteriore diffusione è considerato basso a livello regionale e molto basso al livello nazionale ed internazionale. I pazienti hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno di essi aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto a l’insorgenza dei sintomi. Al momento quindi l’ipotesi più verosimile è che i casi si siano infettati nell’area di domicilio. Sono state perciò immediatamente attuate tutte le misure di controllo e di prevenzione, con il Servizio Regionale per l’Epidemiologia, Sorveglianza e controllo delle Malattie Infettive della Regione Lazio e il supporto del Ministero della Salute, previste nell’ambito del “Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.)”.

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La differenza tra la Chikungunya e la Dengue (fonte)

“I pazienti – si legge in un comunicato dell’ISS – hanno riferito la comparsa dei sintomi nel mese di agosto e nessuno di essi aveva viaggiato all’estero nei 15 giorni che hanno preceduto l’insorgenza dei sintomi. Al momento quindi l’ipotesi piu’ verosimile e’ che i casi si siano infettati nell’area di domicilio”. In Italia “possiamo comunque contare su medici e veterinari molto bravi, capaci di associare i sintomi alla patologia, sia per quanto riguarda la Chikungunya che il West Nile virus”, afferma all’Adn Kronos Florio Ghinelli, direttore sanitario di Avis provinciale Ferrara e infettivologo.
Foto copertina da: Wikipedia