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Chi rifiuta di vaccinarsi non sarà risarcito dall’Inail?

Dopo il caso emblematico del San Martino di Genova oggi il Corriere spiega che, anche se l’istruttoria dell’Inail per i 15 infermieri non è stata chiusa, l’orientamento per quanto riguarda il risarcimento è quello di non considerare infortunio il contagio

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L’Inail non risarcirà chi si rifiuta di effettuare la vaccinazione anti COVID e poi risulterà positivo? Dopo il caso emblematico del San Martino di Genova oggi il Corriere spiega che, anche se l’istruttoria dell’Inail per i 15 infermieri non è stata chiusa, l’orientamento per quanto riguarda il risarcimento è quello di non considerare infortunio il contagio:

L’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano è oggi componente del consiglio d’amministrazione dell’Inail. Premette di parlare a titolo personale, ma non ha dubbi: «La soluzione migliore—spiega — sarebbe una legge sull’obbligo di vaccinazione, almeno per alcune categorie». Ma questa scelta, presa in considerazione dal precedente governo, è stata scartata per timore che fosse controproducente. «A mio giudizio — dice ancora Damiano —èlogico che chi decide di non vaccinarsi e svolge una mansione a rischio poi non possa chiedere il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro. Anzi, dovrebbe essere messo nelle condizioni di non essere un pericolo per sé e per gli altri, evitando il licenziamento, ma svolgendo mansioni che non hanno contatto con il pubblico». Solo che qui la situazione si complica. Come spiega l’avvocato Salvatore Di Pardo, che sta seguendo alcuni casi di questo tipo, il «Garante per la privacy ha confermato pochi giorni fa che il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti se si sono vaccinati oppure no. E non può chiederlo nemmeno al medico»

Tutto è partito dal caso dei quindici infermieri dell’ospedale San Martino di Genova, raccontato sul “Secolo XIX” da Guido Filippi, che si chiedeva cosa accadrà ora anche dal punto di vista giuridico e contrattuale. Gli infermieri avevano rifiutato la vaccinazione e poi erano risultati positivi:

“Devono essere considerati in malattia o addirittura dovranno essere considerati inidonei alla loro attività professionale? Quali provvedimenti devono essere adottati nel confronti del personale infermieristico che non ha aderito al piano vaccinale?, chiede il direttore generale del San Martino Salvatore Giuffrida in una lettera
riservata al direttore dell’Inail di Genova, Marco Quadrelli. Il manager solleva un quesito giuridico attualissimo, soprattutto dopo che la vaccinazione.”

La questione non è chiusa anche se per gli operatori sanitari il garante della Privacy spiega che ci sono regole specifiche per i settori in cui c’è «esposizione diretta agli agenti biologici».