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Chi ha incendiato il centro d'accoglienza per i Rom di via Amarilli a La Rustica?

«La notizia dell’incendio nel centro di accoglienza di via Amarilli nei pressi di Tor Cervara, è particolarmente grave: sembra infatti che quelle fiamme non siano casuali ma dolose. Aspettiamo che le indagini ci diano delle certezze e che gli eventuali colpevoli siano individuati»: è il sindaco di Roma Ignazio Marino in una nota ieri sera a dire quello che si sospettava a proposito del centro d’accoglienza di via Amarilli a La Rustica: l’istituto che ospitava cento persone, tra cui 62 bambini, due emodializzati, tre donne al quarto mese di gravidanza, e due neonati, uno di tre mesi e l’altro di 40 giorni è stato dato alle fiamme volontariamente. Dopo la vittoria dei razzisti a Tor Sapienza, un altro atto vandalico di incivilità nella Capitale.
 
IL CENTRO D’ACCOGLIENZA PER I ROM INCENDIATO A LA RUSTICA
Lo stabile si trova a qualche chilometro di distanza da viale Giorgio Morandi a Tor Sapienza, teatro nei mesi scorsi di una violenta protesta contro il centro di accoglienza per rifugiati, che si è poi deciso di chiudere. Nello stabile, una struttura industriale riadattata alcuni anni fa in epoca Veltroni inizialmente per il ‘Piano freddo’, vivevano cento nomadi di origine montenegrina e franco-marocchina, provenienti dagli insediamenti di Ponte Mammolo, Casilino 900 e La Martora. Tra questi anche due persone emodializzate, tre donne al quarto mese di gravidanza e due neonati, rispettivamente di tre mesi e 40 giorni. Si tratta di un centro ad alto tasso di scolarizzazione: 33 bambini inseriti nel programma con una frequenza decisamente alta. E sulla vicenda ha voluto dire la sua anche  il leader della Lega, Matteo Salvini. Dell’incendio ha detto di non sapere niente, ma ha contestato “il fatto che la sinistra prenda le periferie urbane come le discariche per nascondere qualsiasi problema di emergenza sociale”. Salvini si è augurato che “non sia niente di doloso, ma – ha aggiunto – la reazione della gente oltre un certo limite è inevitabile: mi auguro che si metta il freno ad un’immigrazione ormai fuori da qualsiasi controllo”: ancora parole ambigue e di giustificazione nei confronti di criminali.

centro la rustica rom
Una foto del centro di accoglienza di via Amarilli a La Rustica (Repubblica, 31 marzo 2015)

Racconta oggi Repubblica:

Le fiamme altissime sono partite dal primo piano della zona sovrastante gli uffici, un’area abbandonata, vuota di persone e cose, e hanno raggiunto il terzo piano e da lì il solaio e il tetto. Per gli investigatori questo è il motivo che fa pensare a un incendio doloso o colposo: sono proprio i vigili del fuoco ad argomentare che per sviluppare un incendio di questo volume e di questa portata il materiale deve essere stato veramente tanto, voluminoso e corposo. Ma saranno le indagini a stabilirne definitivamente le cause e le modalità. Morti o feriti non ce ne sono stati soltanto perché lo stabile è una ex fabbrica ristrutturata, tutta in cemento armato. Riportata in vita in epoca Veltroni, è stata poi destinata, con lo sgombero in epoca Alemanno degli insediamenti rom di Ponte Mammolo, Casilino 900 e La Martora, a diventare centro accoglienza. Ieri notte gli ospiti si sono riversati in strada assistiti dalla Protezione civile di Roma Capitale che ha fornito coperte, sciarpe,berretti, venti sacchi a pelo ed’acqua.

Il centro d'accoglienza di via Amarilli a La Rustica: foto da Roma Today
Il centro d’accoglienza di via Amarilli a La Rustica: foto da Roma Today

LA COOPERATIVA E MAFIA CAPITALE
A gestire il centro anche la cooperativa Domus Caritatis, coinvolta nell’inchiesta Mafia Capitale. Anche l’assessore al Sociale di Roma Capitale Francesca Danese si è recata sul posto per seguire da vicino le operazioni e assistere le famiglie. “Siamo intervenuti immediatamente, insieme alla Protezione civile, per prestare soccorso. E ora sistemeremo famiglia per famiglia le 100 persone rom evacuate – ha detto -. Stiamo facendo una cabina di regia per capire dove. Siamo vicini a queste persone”. Altri sono meno sensibili: “L’incendio che si è sviluppato questa notte nel centro di accoglienza di via Amarilli, a Tor Cervara, se dovuto come apparrebbe a cause accidentali, mostra in tutta evidenza le difficoltà e le precarie condizioni nelle quali sono ospitati bambini, donne e uomini in queste strutture. E’ evidente che i soggiorni e l’accoglienza per sopperire ad una emergenza non possono divenire a tutti gli effetti stanzialità prolungata”, dichiara in una nota il capogruppo di Centro Democratico in Campidoglio Massimo Caprari: “E’ necessario che il ministero dell’interno e la Prefettura avviino percorsi per superare l’impatto primario di situazioni emergenziali agevolando l’inserimento dei nuovi venuti, cui si riconosce uno status specifico, nel tessuto sociale dei territori di arrivo. Ringrazio per l’impegno profuso il personale della Protezione Civile di Roma Capitale che prontamente è intervenuto per assistere i malcapitati presenti nella struttura risolvendo una situazione che rischiava di mettere a repentaglio l’incolumità degli ospiti tra cui 62 minori e diversi neonati”

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