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Charlie Hebdo: il quarto elemento

L’antiterrorismo francese ha identificato un quarto complice dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly. L’uomo, riferisce Le Parisien, è stato individuato grazie al ritrovamento di un mazzo di chiavi di una moto nell’appartamento affittato da Coulibaly a Gentilly, cittadina nella Val-de-Merne. Si conosce soltanto un suo soprannome: Doly. Nel rifugio del killer di Montrouge e del supermercato kosher sabato pomeriggio erano stati ritrovate armi, esplosivi, materiale propagandistico e delle bandiere dello Stato islamico (Isis). Proprio la moto ha portato gli investigatori sulle tracce del quarto uomo, già conosciuto alle forze dell’ordine per degli episodi di criminalità comune, originario di Seine-Saint-Denis. Posti di blocco sono stati immediatamente posti ma senza successo. Dell’uomo nessuna traccia e si teme che potrebbe anche lui aver raggiunto la Siria nei giorni scorsi come la compagna di Coulibaly, Hayat Boumedienne.

amedy coulibaly arsenale
L’arsenale di Amedy Coulibaly (fonte foto: Le Parisien)

IL QUARTO ELEMENTO DELLA STRAGE DI CHARLIE HEBDO
Il misterioso quarto uomo, che si aggiunge quindi ai tre che hanno colpito tra Charlie Hebdo e Porte des Vincennes, è stato individuato in seguito alla scoperta del covo a Gentilly. Di lui si conosce soltanto il soprannome: Doly. Nell’appartamento la polizia ha trovato un vero e proprio arsenale di armi ed esplosivi e tanta documentazione sull’Islam radicale, oltre a bandiere con l’immagine dell’ISIS. Hanno anche trovato le chiavi di una motocicletta, e da lì sono arrivati al complice di Coulibaly. Si tratta di un elemento già noto alla polizia, per reati contro il patrimonio. L’uomo è nativo di Seine-Saint-Denis. Dopo l’identificazione gli inquirenti sono alla ricerca di ulteriori elementi di connessione tra lui e i Kouachi. Ma l’individuo è introvabile, e secondo quanto scrive Le Parisien potrebbe essere già in Siria da qualche giorno. Gli inquirenti immaginano che potesse essere il tiratore di Fontenay Au Rouge che ha sparato a un uomo che faceva jogging mercoledì 7 gennaio: già nell’immediatezza del blitz erano usciti elementi che collegavano gli attentati a Charlie Hebdo. Colpito da tre proiettili alla spalla (gli spari erano stati cinque), la vittima era riuscita a scappare rintanandosi in una casa vicina prima che il killer si dileguasse. Prima di cadere in coma la vittima era stata in grado di fornire una descrizione abbastanza precisa del suo aggressore: un caucasico vestito con una giacca nera e collo e viso nascosti da una pelliccia. All’interno del negozio kosher la polizia ha trovato una pistola automatica Tokarev, che spara proiettili di calibro 7,62 come quelli che sono stati usati nell’aggressione a mano armata all’uomo che faceva jogging. «Quest’arma potrebbe essere stata utilizzata dal complice di Amedy Coulibaly appena prima dell’attentato di Montrouge.
Al Qaida nello Yemen, l'infografica di Le Parisien
Al Qaida nello Yemen, l’infografica di Le Parisien

L’ACCOMPAGNATORE DEI KOUACHI 
Gli investigatori pensano anche che un complice possa aver accompagnato i Kouachi sulla scena della sparatoria di Charlie Hebdo, senza prenderne parte. Questi però potrebbe essere sempre Coulibaly. Un altro mistero, scrive sempre le Parisien, è che fine ha fatto il mini Austin nero che era stato registrato a nome di Hayat Boumeddiene, la compagna di Amedy.

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