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Cesara Buonamici contro i negazionisti: “La vita non è un film”

Ieri al Tg5 Cesara Buonamici introducendo un servizio sul film francese Hold up, una pellicola che riduce il Coronavirus a un complotto, ha dato una lezione ai negazionisti

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Ieri al Tg5 Cesara Buonamici introducendo un servizio sul film francese Hold up, una pellicola che riduce il Coronavirus a un complotto, ha dato una lezione ai negazionisti. “La vita non è un film, i malati negli ospedali non sono finti e i morti sono veri”:

Il film, pubblicizzato da Marion Cotillard, Juliette Binoche e Sophie Marceau, è un documentario francese di poco meno di 3 ore che circola, a pagamento, su alcune piattaforme web, realizzato grazie al finanziamento di tanti privati cittadini attraverso un crowdfunding. Gli autori chiedevano 20.000 euro, ne sono piovuti 200.000. Tecnicamente ben curato, asciutto, con la tipica musica incalzante dei più irriverenti documentari video e un sapiente gioco di luci durante le interviste di medici, virologi, sociologi e studiosi, Hold-up non nega l’esistenza del virus o della pandemia, come qualcuno ha cercato sbrigativamente di liquidarlo. Si concentra piuttosto sulla gestione, che – nella tesi che emerge via via che scorrono le testimonianze e le immagini – sarebbe stata costruita e modellata su un “grande reset” planetario, un’occasione che i potenti del mondo avrebbero colto al volo per assicurare in futuro una crescita economica più stabile. Obiettivo del Forum di Davos, viene fatto notare puntando il dito sul governo mondiale dell’economia. E poi, via via, sfilacciandosi in schemi e cliché più triti, scorrono le immagini dei soliti Bill Gates, Rockefeller e altri presunti tessitori di trame machiavelliche. Per Christophe Cossé, il produttore di Hold-up, il Covid-19 “è un virus non più offensivo di altri Covid stagionali”, quello che è pericoloso è “l’ideologia sanitaria autoritaria che vuole costringerci in una società basata su sorveglianza e sottomissione”