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Centri estivi: come proteggere i bambini

La Società italiana di pediatria sul sito ufficiale ha pubblicato un video per smontare le false notizie più frequenti circolate in queste settimane, prive di presupposti scientifici. È falso che i dispositivi di protezione, con un uso prolungato, possano essere causa di ipossia (carenza di ossigeno), alcalosi (che deriverebbe dalla quantità di anidride carbonica prodotta dal propriorespiro), danni al sistema immunitario o alterazioni della flora batterica

Il Corriere della Sera parla oggi dei centri estivi per i bambini e delle regole da osservare durante la fase 3 dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 per evitare rischi di qualunque genere. . Rino Agostiniani, vicepresidente Sip, «prescrive» ai genitori ragionevolezza: «Oltre al rischio infettivo va considerato quello pedagogico-educativo. Non direi mai a un bimbo di non toccare i giochi degli altri per timore ne sia contagiato».

Regola 1 – meglio preparare a casa pranzi e merende: sì ai pranzi e alle merende preparate a casa, da gustare sotto l’ombrellone o in un prato alpino. È fondamentale in ogni occasione non trascurare l’igiene delle mani e insegnare ai figli l’importanza di lavarle con cura, di tanto in tanto.

Regola 2 – I bambini e il Coronavirus: uno studio italiano comparso di recente su Lancet, firmato tra gli altri da Franco Locatelli e Rita Carsetti (Bambino Gesù), ipotizza che sappiano reagire all’attacco dell’intruso grazie alla plasticità del loro sistema immunitario che riesce ad adattarsi all’agente infettivo, pur non avendolo mai conosciuto.

Regola 3 – Molto basso il rischio di infettarsi con il pianto: la possibilità che un «bambino positivo infetti direttamente o indirettamente un’altra persona è particolarmente basso», concludono gli autori del lavoro. È inferiore rispetto agli adulti «l’incidenza di patologie oculari legate al coronavirus come la congiuntivite».

mascherina fai da te come farle
Mascherine: come farle e quanto proteggono (La Repubblica, 10 maggio 2020)

Regola 4 – Mascherina obbligatoria dopo i 6 anni: dopo i 6 anni è obbligatorio indossare la mascherina nei luoghi pubblici chiusi e in ogni situazione in cui non sia possibile rispettare il distanziamento di almeno un metro. Sono esentati i piccoli con disabilità o problemi di respirazione. Consiglia Agostiniani: «Non si deve dimenticare l’obiettivo. La mascherina riduce il rischio infettivo ma alla base deve esserci la consapevolezza della sua funzione. I bambini devono sapere che non è uno scudo contro tutto, soprattutto se di stoffa, ma che è uno strumento per rendere meno probabile il contagio di un’altra persona».

Regola 5 – I danni dall’uso di dispositivi di protezione individuale sono bufale:  la Società italiana di pediatria sul sito ufficiale ha pubblicato un video per smontare le false notizie più frequenti circolate in queste settimane, prive di presupposti scientifici. È falso che questi dispositivi di protezione, con un uso prolungato, possano essere causa di ipossia (carenza di ossigeno), alcalosi (che deriverebbe dalla quantità di anidride carbonica prodotta dal proprio respiro), danni al sistema immunitario o alterazioni della flora batterica. Alberto Villani, presidente Sip, augura buone vacanze: «Teniamo a mente tutte le misure ma nel rispetto della vita sociale in proporzione all’età».

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