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Nella lista degli sgomberi di Roma anche Casapound

casapound via napoleone III 1

Anche l’immobile occupato da Casapound in via Napoleone III a Roma è nella lista degli sgomberi del Viminale. Nel foglio di convocazione del comitato metropolitano che si svolgerà questa mattina nella sede della Prefettura di Roma, racconta oggi Simone Canettieri sul Messaggero, ci sono tre palazzi occupati da sgomberare. Tre priorità.

Nei primi due casi si tratta «dell’esecuzione del sequestro preventivo degli immobili in via del Policlinico e in via Vittorio Amedeo II». Ovvero: l’applicazione di sentenze che danno ragione ai legittimi proprietari che vogliono liberare i locali dove da tempo vivono migranti e attivisti dei movimenti per la casa.
Nel terzo caso, si legge nella lettera firmata dal prefetto della Capitale, Paola Basilone, e dal sindaco Virginia Raggi, c’è scritto: «Sgombero immobile di proprietà dello Stato in via Napoleone III». E cioè la sede di Casapound, nel cuore del quartiere Esquilino.

casapound via napoleone III
Fonti di Palazzo Valentini spiegano però che «non sono all’ordine del giorno azioni di forza». Soprattutto in campagna elettorale. Fino a dopo il 4 marzo quindi sono tutti salvi perché gli sgomberi portano contestazioni e nessuno vuole rischiarle in un momento in cui ogni voto conta e pesa. E dopo? Dopo chissà:

Al momento fa fede la lista lasciata dall’ex commissario del Campidoglio, Francesco Paolo Tronca, nella quale si fa l’elenco degli stabili occupati: 74 in tutto. Tra questi c’è anche quello di Casapound, che finora non era mai rientrato nelle priorità (la cosiddetta «lista ristretta», della quale fanno parte soltanto 16 indirizzi). Ora su input della magistratura sono mutate le esigenze.
E la sede del movimento neofascista è entrata nel mirino, così come gli altri due immobili citati nella lettera di convocazione inviata dal prefetto alla sindaca Raggi e al governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Oggi il tavolo dovrà dare una risposta sul metodo ma soprattutto anche nel merito dei tre singoli casi. La rappresentante del Governo si aspetta che Comune e Regione propongano un percorso condiviso e rapido per liberare i tre immobili. Una vicenda che, a 40 giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo, rischia di essere esplosiva.

E soprattutto, di finire per essere utilizzata in campagna elettorale.