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Carlo Alberto Capella: il monsignore arrestato per pedofilia

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Questa mattina, su proposta del Promotore di Giustizia, il Giudice Istruttore del Tribunale del Vaticano ha emesso un mandato di cattura a carico di mons. Carlo Alberto Capella, ex funzionario della Nunziatura di Washington. Il provvedimento è stato eseguito dalla Gendarmeria Vaticana. L’imputato è detenuto in una cella della caserma del Corpo della Gendarmeria, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arresto giunge al termine di un’indagine del Promotore di Giustizia per possesso di ingente materiale pedopornografico. Lo comunica la Sala stampa vaticana.

Carlo Alberto Capella: il monsignore arrestato per pedofilia

Nella capitale Usa avrebbe compiuto i suoi reati, anche se vi sono rapporti su di lui con accuse analoghe arrivati anche dal Canada. Il promotore di giustizia ha aperto il fascicolo dopo che lo scorso 21 giugno il Dipartimento degli Stati Uniti aveva notificato il possibile reato. Attualmente il sacerdote indagato e’ stato richiamato in Vaticano, ospitato presso il Collegio dei Penitenzieri. Il reato di pedopornografia è previsto dalla Santa Sede nella legge numero VIII del 2013. La legge – che introduce modifiche al codice di diritto penale per diverse tipologie di reato, – tratta del reato di pedopornografia negli articoli 4, 10 e 11, che riguardano definizione del reato, atti di pedopornografia e detenzione di materiale pedopornografico.

“E’ una questione grave. Speriamo che la Santa Sede fornisca maggiori dettagli”, aveva auspicato al momento della denuncia il capo della Conferenza episcopale americana, Cardinale Daniel DiNardo. Le notizie delle indagini prima ed ora dell’arresto hanno suscitato scalpore e sconcerto visto che si tratta di un prete non di secondo piano nella gerarchia della diplomazia vaticana, per giunta nella importante nunziatura presso gli Stati Uniti.

L’arresto di monsignor Capella

La vicenda di mons. Capella è emersa il 15 settembre scorso quando si è venuto a sapere che il promotore di giustizia vaticano aveva aperto un fascicolo nei confronti del diplomatico in servizio presso la Nunziatura di Washington dopo che lo scorso 21 giugno il Dipartimento degli Stati Uniti aveva notificato il possibile reato. L’inchiesta a cui fa riferimento il mandato d’arresto delle autorità canadesi è iniziata con una segnalazione del Centro nazionale di coordinamento contro lo sfruttamento dei bambini del Rcmp (la polizia canadese). La polizia di Windsor lo accusa di possesso e distribuzione di materiale pedopornografico, scaricato durante un soggiorno che il prete ha fatto in Canada tra il 24 e il 27 dicembre.

La diocesi di London, in Ontario, ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di aiuto per l’indagine; assistenza che è stata data, in relazione alle possibili violazioni della legge sulla pornografia infantile fatte da mons. Capella usando un “indirizzo di un computer in una chiesa locale”. Attualmente il sacerdote indagato, diplomatico di alto profilo, ex officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati, è in Vaticano, ospitato presso il Collegio dei Penitenzieri, e qui resterà in stato di restrizione in attesa del giudizio.