Attualità

Le bufale di Gasparri sull'affitto alla cooperativa 29 giugno

Ieri sera a Piazzapulita Maurizio Gasparri brandiva come un ossesso una pagina del Messaggero in cui si raccontava della sede di via Pomona della cooperativa 29 giugno, in uno stabile comunale a Pietralata dato in affitto per un canone di 1229,40 euro al mese, ovvero circa 15mila annui. La struttura, cinque locali al coperto per mille quadri, più altri 2500 scoperti, aveva una valutazione dall’Ufficio Stime del Comune che indicava in circa seimila euro al mese un prezzo di affitto di mercato in zona. Nell’occasione il commissario del Partito Democratico romano, presente in studio, è riuscito a ribattere soltanto che la cooperativa aveva un affitto agevolato perché agiva nel sociale. Un vero peccato che il commissario del PD a Roma non si sia accorto che ieri, dopo l’articolo del Messaggero, il vicesindaco di Roma Luigi Nieri abbia replicato raccontando la vera storia dell’affitto alla cooperativa.

Nella lunghissima nota Nieri ricorda che la cooperativa per anni (anche quelli della giunta Alemanno) non ha pagato nulla per quella sede, e soltanto l’attuale amministrazione ha deciso di istituire un canone d’affitto:

Oggi si legge su alcuni quotidiani che la Giunta capitolina avrebbe agevolato la concessione di una struttura sita in via Pomona 63/65 alla Coop. Soc. 29 Giugno, alludendo a possibili trattamenti di favore nei confronti della Cooperativa stessa. Una lettura dei fatti davvero bizzarra e fuorviante. La delibera cui si fa riferimento, infatti, rientra nel programma di trasparenza e riordino delle concessioni di Roma Capitale avviato dal Dipartimento Patrimonio per la messa a reddito dei beni di proprietà dell’amministrazione. Per la stessa sede, negli anni precedenti, la Cooperativa 29 Giugno non ha pagato un euro. Attraverso la delibera dello scorso 24 ottobre, invece, Roma Capitale stabiliva di esigere il canone corretto fissato dai tecnici applicando il normale prezzo di mercato e calcolando poi lo sconto previsto per tutte le onlus assegnatarie di una concessione pubblica. Ovviamente il provvedimento, visti i recenti accadimenti, è al momento bloccato”.
“E’ bene ricostruire i fatti con puntualità, vista la piega fastidiosamente allusiva, quando non diffamatoria, che prendono alcuni riferimenti a riguardo. La Cooperativa 29 Giugno risulta affidataria del bene in questione sin dal 1985 attraverso specifici atti del Municipio competente (l’ex V), che ha riconfermato tale affidamento nel 1996, consegnando alla Cooperativa anche i padiglioni annessi, precedentemente non assegnati. Dal 2004, inoltre, lo stesso Municipio ex V ha instaurato con la Cooperativa 29 Giugno una apposita convenzione, riconfermata nel 2011 con validità sino al 2014, in cui la struttura si concedeva “a titolo gratuito per le finalità sociali ivi svolte”.
Lo stesso Municipio ex V, con Deliberazione n. 7 del 10 Luglio 2008, aveva fatto proprio il progetto di risanamento dell’immobile presentato dalla Cooperativa 29 Giugno, esprimendo parere favorevole e dando mandato al Direttore del Municipio di attivare tutte le procedure, d’intesa con gli uffici competenti, connesse alla regolare concessione dell’area. – Nieri aggiunge – In base a tale atto, nel 2008 è stata presentata richiesta al Dipartimento Patrimonio capitolino per l’approvazione del progetto di recupero dell’immobile, a carico della Cooperativa, che prevede la rimozione della copertura in amianto e la stipula della regolare concessione. Richiesta che è stata rinnovata dalla Cooperativa stessa nel 2011.
In base a tali reiterate istanze e nell’ambito del più generale e necessario Piano di riordino delle concessioni attualmente in corso, il Dipartimento Patrimonio ha attivato le procedure previste dall’art. 4, com. 3 e 4 D.C.C. n. 202/1996, inviandone comunicazione al Dipartimento Politiche Sociali, al Municipio competente e alla Commissione Consiliare Permanente Patrimonio, che ha espresso parere favorevole in tal senso con nota n. 2629/2014. – Nieri prosegue – Come previsto dalla normativa, tutti gli atti sono stati pubblicati per 15 giorni, dall’8 al 22 maggio 2014, all’Albo pretorio di Roma Capitale, non ricevendo alcuna osservazione in merito.
Successivamente, il Dipartimento Patrimonio ha proceduto ad effettuare la stima aggiornata della struttura, per mettere a reddito il bene, fino ad allora concesso gratuitamente, ed esigere il canone corretto. Stupisce, dunque, che nelle ricostruzioni lette non si evidenzi in maniera puntuale che per il bene assegnato alla Cooperativa 29 Giugno prima l’amministrazione capitolina non incassava un euro, mentre il nostro intervento era volto proprio all’introduzione del titolo oneroso”.
“L’iter seguito per la Cooperativa 29 Giugno, del resto, è quello concordato dal Dipartimento Patrimonio con l’Avvocatura Capitolina e il Segretariato Generale, stabilito per mettere ordine in tutte le concessioni stipulate dai Municipi negli anni passati seguendo criteri differenti l’uno dall’altro. Il Piano centrale dell’amministrazione, al contrario, va nella direzione dell’uniformità dei processi e delle modalità di assegnazione delle concessioni. Grazie a tale Piano, solo per fare un esempio, il Dipartimento Patrimonio è riuscito a recuperare circa 5 milioni di euro di canoni di concessione non versati negli anni precedenti dalle compagnie petrolifere per l’assegnazione delle aree per le stazioni di servizio.
E’ perciò evidente che la nostra azione rigorosa va nella direzione della trasparenza e della legalità impostata, sin dal primo giorno, per mettere a reddito il patrimonio capitolino. E ciò andrebbe evidenziato con la necessaria correttezza”, conclude Nieri.