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Barvetta Singletary: l'assistente di Obama che minaccia il fidanzato con una pistola

Barack Obama ha forse trovato un buon punto di partenza per la sua guerra alle armi. Potrebbe cominciare disarmando la sua assistente Barvetta Singletary, che ieri è stata arrestata con l’accusa di aver minacciato il suo fidanzato con una pistola dopo averlo accusato di averla tradita. La storia è finita ieri notte su tutti i giornali americani insieme alla notizia dell’arresto della donna: la pistola era una Glock 23 calibro 40 e apparteneva al suo fidanzato. E la donna ha anche sparato un colpo in terra quando l’uomo ha rifiutato di fornirle la password per controllare i messaggi di testo contenuti nel suo cellulare.
 
BARVETTA SINGLETARY: L’ASSISTENTE DI OBAMA CHE MINACCIA IL FIDANZATO CON LA PISTOLA
La ricostruzione degli investigatori parte dall’altra notte, quando Barvetta invita il suo fidanzato a casa per fare sesso. Dopo il rapporto, la donna, che evidentemente aveva già preparato la trappola, chiede al suo fidanzato di uscire e di entrare nella sua macchina. Qui gli chiede di poter controllare i messaggi sms presenti sul suo cellulare, ma lui si rifiuta. Allora lei comincia a frugare nella borsa dell’uomo e tira fuori i due telefoni in suo possesso e la pistola, arma di servizio della vittima. Poi scappa di nuovo dentro casa, dove torna a chiedergli le password. Al suo rifiuto la Singletary gli punta la pistola contro dicendo: «Mi hai insegnato come usarla. Non penso che tu voglia che la usi». E quando lui gli nega ancora le password, risponde: «I tuoi telefoni sono più importanti di me che ti punto una pistola contro». A quel punto è partito il colpo, sparato – secondo le prime testimonianze – a terra dalla donna, e l’uomo è fuggito, mentre un vicino di casa dice di aver visto la Singletary pulire le impronte digitali dalla pistola con un asciugamano prima dell’arrivo della polizia, chiamata dal fidanzato.
 
L’ARRESTO DELL’ASSISTENTE DI OBAMA
La Singletary è stata arrestata, e la Casa Bianca l’ha messa in congedo non retribuito e le ha revocato il pass per l’accesso alla dimora del Presidente. La carica della donna alla Casa Bianca era quella di “Special Assistant to the President and House Legislative Affairs Liaison”. Relazioni pericolose, verrebbe da dire.