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Antonello Rizza: il candidato alle Regionali in Sicilia arrestato

antonello rizza

Gli agenti di polizia di Priolo hanno arrestato,con l’accusa di truffa e tentata truffa, il sindaco di Priolo e candidato alle elezioni regionali siciliane nelle liste di Forza Italia Antonello Rizza. Secondo il provvedimento del gip Giuseppe Tripi, su richiesta della Procura, Rizza farebbe parte di un “consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”, finalizzato al “condizionamento e alla prevaricazione per il perseguimento illecito di finalità di tipo personale e clientelare”.

Antonello Rizza: il candidato alle Regionali in Sicilia arrestato

Coinvolti nell’inchiesta funzionari del Comune di Priolo: il gip ha disposto l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria per Salvatore Cirnigliaro, dirigente del Settore sport e spettacolo del Comune di Priolo Gargallo, per il reato di turbata liberta’ degli incanti, anch’esso in concorso; Francesco Artale, imprenditore ed amministratore della “Indie Sound Music s.a.s”, per turbativa del procedimento di scelta del contraente, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture; Flora La Iacona, dirigente del settore Pubblica Istruzione del Comune di Priolo, che all’epoca dei fatti era dirigente del settore Politiche Sociali per il reato di turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente e truffa aggravata.
L’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Priolo Antonello Rizza, accusato anche di turbativa d’asta, ha avuto inizio alla metà del 2016. La polizia di Priolo ha focalizzato l’attenzione su tre appalti assegnati, secondo la ricostruzione della Procura di Siracusa, a persone vicine al primo cittadino del centro industriale del Siracusano. Al centro ci sono gli acquisti di beni attraverso la Consip con codici alterati e tali da consentire all’imprenditore segnalato la vendita dei beni a prezzi maggiorati. Nel fascicolo c’e’ anche un episodio di frode nelle pubbliche forniture ed infine un episodio di tentata concussione, sempre in relazione alla finalita’ di pervenire all’assegnazione di appalto all’ imprenditore vicino al sindaco. Nei confronti di due indagati, tra cui l’imprenditore Francesco Artale, e’ stata disposta la misura cautelare del sequestro preventivo, rispettivamente per 15.461 euro in relazione alle condotte di truffa e frode e per 86.278 in relazione alla truffa ai danni del Comune in relazione alla gestione della piscina comunale.