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Alessio Manzo: il 18enne arrestato per il tentato omicidio del cittadino bengalese a Roma

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Si chiama Alessio Manzo il ragazzo di diciotto anni arrestato per tentato omicidio aggravato dall’odio razziale di un cittadino bengalese nella notte tra sabato e domenica, a piazza Cairoli in pieno centro di Roma. Insieme a lui, alle 2 di notte in piazza Cairoli, a due passi dal Ministero della Giustizia, ad aggredire due persone una decina di amici, tra cui forse anche due ragazze: altri tre, un 17enne, due 18enni e un 19enne, sono stati denunciati per lesioni aggravate e percosse.

Alessio Manzo: il 18enne arrestato per il tentato omicidio del cittadino bengalese a Roma

Oggi il Corriere e la Repubblica Roma raccontano com’è andata l’aggressione e puntano il dito sul profilo Facebook (e su quello di ASK) del 18enne: mentre gli altri si allontanavano, sarebbe tornato indietro per un’ultima raffica di calci e pugni, prima di andare via.

Ma non è questa la versione che il giovane ha raccontato agli inquirenti, parlando inizialmente di una rissa, una classica lite tra ragazzi e forse qualche bicchiere di troppo del sabato sera. Nessun riferimento alle frasi razziste, neanche alle sue ideologie. Quelle che sui social non ha mai nascosto: soprattutto su Askfm, un sito che si basa su domande e risposte.
Così, circa un anno fa, quando sulla sua bacheca un certo “ErNoce”, gli scriveva, «Te seguo solo perché sei fascista e questo ti fa tanto onore» con tanto di emoticon per richiamare il saluto romano, lui rispondeva: «Certo che me fa onore». E a chi lo provoca scrivendogli «comunista nel cuore», lui risponde: «Pietà per te». E rilancia: «Mussolini, spero nel suo ritorno per salvare questa Italia che sta andando veramente a…». Oppure: «Se per razzista si intende chi difende la propria terra allora siamo razzisti».

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Manzo, scrive il Corriere, ha solo un precedente di polizia per droga. Kartik Chondro, l’aggredito che se l’è vista peggio, è attualmente ricoverato con 30 giorni di prognosi nel reparto maxillo-facciale dell’ospedale San Camillo. Ha il volto devastato: mandibola, orbite oculari e naso fratturati.

Kartik Chondro, ricoverato con 30 giorni di prognosi

L’uomo ha raccontato che durante l’aggressione è stato “salvato” dalle ragazze che stavano con il gruppo, le quali hanno convinto gli aggressori ad andarsene e a lasciare perdere: «Devo dire però che sono state brave: si sono messe in mezzo, cercavano di tirare via quelli che mi picchiavano. Credo che senza di loro sarebbe andata molto peggio…».
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«Avevo finito di lavorare da poco. Ero uscito dal ristorante a Campo de’ Fiori con un collega egiziano e insieme ci siamo incamminati come sempre verso la fermata dell’autobus per tornare a casa. All’improvviso ho sentito uno che ci diceva “negri dim…., immigrati dovete sparire, andate via!”.
E voi cosa avete fatto?
«Niente, ho solo cercato di rispondere a quelli che ci insultavano. Non ho mai fatto male a nessuno, penso solo a lavorare e a tornare a casa. Non ho mai avuto problemi, nemmeno ne voglio. Non capisco perché mi hanno ridotto così».

Kartik Chondro è il quarto bengalese aggredito nell’ultimo anno a Roma.L’ultimo era stato malmenato da un gruppo di ragazzi a Tor Bella Monaca, dove era andato a vedere la casa popolare che gli avevano assegnato.