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Alessandro Di Santo: il ragazzo ucciso da un bus a Piazza Venezia

Daniele, Alessandro, Marco, Jacopo erano i quattro amici di Alessandro Di Santo, il ragazzo ucciso da un autobus nella notte tra venerdì e sabato a Piazza Venezia. La dinamica della morte del ragazzo di 20 anni ucciso da un autobus N4 gestito da Roma TPL in piazza Venezia a Roma è ancora da chiarire. Tanto che il comandante del Gruppo Appio dei vigili urbani di Roma, Lorenzo Botta, ha lanciato dai microfoni del Gr1 un appello ai testimoni che hanno assistito a quell’investimento del quale l’autista del bus dice di non essersi accorto. Il Messaggero raccontava ieri notte quello che si sa dell’incidente:

Stavano prendendo l’autobus,l’N4, che partiva dal capolinea,tre sono riusciti a salire, i due Alessandri no. «L’abbiamo rincorso, volevamo restare insieme- racconta il superstite – Alessandro Di Santo ha bussato,nemmeno battuto sul vetro del conducente, io ero dall’altra parte, quella delle porte. L’abbiamo rincorso dieci metri, sulla curva il mezzo si è fermato un attimo, è lì che ha bussato Ale, ma poi è ripartito».
«Noi a bordo – aggiungono gli altri tre – abbiamo sentito un tonfo, un rumore sordo, abbiamo pensato alle buche, ai sampietrini. Ma chi guida un’anomalia nell’andamento del mezzo non la avverte? Invece ha trascinato Alessandro per 20, 30 metri». Il primo a vedere l’amico esanime a terra a piazza Venezia è stato l’altro Alessandro, è lui che ha chiamato i soccorsi «sono arrivati in 3 minuti ma non c’era piùniente da fare, era morto».

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La foto pubblicata dal Messaggero nell’articolo su Alessandro Di Santo, morto a Piazza Venezia

ALESSANDRO DI SANTO: IL RAGAZZO UCCISO DA UN BUS A PIAZZA VENEZIA 
«Chiunque fosse lì quella notte, ed erano in tanti – ha detto il comandante Botta – venga a testimoniare al comando generale dei vigili urbani di Roma: stiamo cercando altri testimoni, abbiamo già sentito otto persone. Abbiamo ascoltato alcuni amici del giovane morto – ha continuato – oltre ad altri ragazzi che erano sul posto e ad alcuni passeggeri. Ma sul mezzo c’erano molte altre persone: chiediamo a tutti di dire cosa hanno visto». Al vaglio anche le telecamere che potrebbero aver ripreso l’investimento. Secondo le prime ricostruzioni di ieri, l’autista trentenne del bus della linea N4, gestita dalla società Roma Tpl, sarebbe stato avvicinato da un gruppo di giovani che “ha accostato il mezzo sul fianco sinistro chiedendo all’autista, attraverso il finestrino lato guida, di salire a bordo – ha spiegato Agenzia del servizi per la Mobilità -. Non essendo in area di fermata, il conducente ha respinto la richiesta ed è ripartito non accorgendosi di quanto è accaduto dopo. Nel successivo esame in rimessa, segni dell’impatto sono stati trovati vicino alla ruota posteriore sinistra”.
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Il percorso dell’N4 a Piazza Venezia (foto da muovi.roma.it)

L’autista è stato denunciato per omicidio colposo ed è risultato negativo ai test sull’assunzione di sostanze stupefacenti e alcoliche. Ma le cose da chiarire sono tante. Come è possibile, si chiedono soprattutto gli amici del ragazzo morto, che l’autista non si sia accorto di aver investito il corpo di Alessandro e abbia proseguito la sua corsa fino a quando è stato fermato dalle forze dell’ordine in via Nomentana?