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Il linciaggio delle commesse Carrefour che non hanno ucciso nessun agnellino

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Non accenna a placarsi l’indignazione animalista per la foto di due addette del reparto macelleria del Carrefour di Tivoli. Decine di animalisti e vegani si sono riversati sulla pagina Facebook di Carrefour Italia e su quella del punto vendita di Tivoli per chiedere la testa delle due commesse colpevoli di aver mancato di rispetto ad un animale morto. Il tutto è nato a causa di due foto – scattate presumibilmente da un collega delle due donne – nelle quali le due dipendenti di Carrefour posano in maniera ironica con un maialino e un agnello al quale è stato messo in bocca un ciuccio da neonato.

Gli animalisti indignati per le foto delle commesse del Carrefour

Una foto senza dubbio di cattivo gusto che però a quanto pare era stata condivisa sul profilo privato di una delle due commesse e successivamente inviate alla pagina Progresso etico vegano che il 24 dicembre ha iniziato la gogna contro le due donne. Le foto sono state condivise senza alcuna forma di censura sui volti delle due interessate. E dal momento che da quanto si capisce non erano pubbliche questo potrebbe costituire una violazione della privacy. Secondo gli animalisti però il problema è l’umiliazione nei confronti di due animali “sfruttati, torturati e uccisi”. Inutile far notare che le due addette non hanno né sfruttato, né torturato né ucciso i due animali in questione.
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Riguardo all’umiliazione sarebbe poi da capire se è più grave “umiliare” due pezzi di carne o due persone, esponendole alla rabbia del sempre molto pacato pubblico di Facebook. Pubblico che infatti non solo non ha gradito, come ci si poteva del resto aspettare, ma ha anche attivamente iniziato a dare corso alla gogna nei confronti delle due donne chiedendo a Carrefour il loro licenziamento. Occhio per occhio, dente per dente. Agli animalisti piace la legge del taglione.
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Nel frattempo è stata aperta una petizione online per chiedere il licenziamento in tronco delle due, che non si sono scattate un selfie, come sostengono alcuni, ma alle quali è stata scattata la foto. Carrefour si è trovata a fronteggiare l’assalto degli animalisti mannari ai quali ha risposto che «Carrefour Italia condanna fermamente atti di tale gravità. L’azienda si scusa con tutti coloro che si sono sentiti offesi da tale indegno comportamento ben distante dai propri valori etici e comunica di aver immediatamente avviato accertamenti interni per chiarire quanto accaduto e poter prendere provvedimenti verso i responsabili di questa condotta inappropriata».

Gli insulti degli animalisti alle commesse del Carrefour

Non tutti però lasciano commenti pacati nei quali chiedono più rispetto per gli animali. Anzi: la maggior parte degli utenti vuole sfogare la propria rabbia e la propria voglia di umiliare e insultare le due donne. Sembra, ma non è sicuro, che ci siano state persone che sono riuscite a risalire all’identità delle due dipendenti del supermercato e che abbiamo iniziato a minacciarle in privato. Nulla di incredibile visto quello a cui ci hanno abituato le persone quando imbracciano la tastiera.
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C’è chi solleva dubbi sul rispetto delle normative igieniche (e questo è l’unico vero aspetto importante) ma non rinuncia a definire le due donne “sadiche”. E sono molti gli psichiatri del Web che hanno diagnosticato ogni forma di psicopatologia, paragonando le due commesse ai serial killer.

Fonte

E c’è ovviamente spazio per minacce di morte nemmeno troppo velate.
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In nome del rispetto per ogni essere vivente c’è chi paragona una delle due protagoniste della foto ad una “balenottera” dicendo che è una obesa, una “focena schifosa e cessa”. Per altri invece sono “due troie infami”. Con tutto il rispetto per le troie – precisa qualcuno riferendosi alla femmina del maiale.
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Farsi una foto del genere, al di là dei problemi dovuti al rispetto delle norme igieniche, dimostra “confidenza con la morte” e “gusto per il macabro”. Queste donne – come i famigerati vivisettori – hanno una tendenza sadica, sentenzia l’anonimo esperto di comportamenti umani.
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E se ci fosse un bambino??? Alcuni animalisti ritengono che gli agnellini siano dei bambini e si chiedono come si sarebbero comportate le due commesse se al posto dell’agnellino morto ci fosse stato un bambino. Ed è evidente che un bambino non ci sarebbe mai potuto stare in un reparto macelleria. Nemmeno nei regimi comunisti più spietati, figuriamoci al Carrefour.
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In molti invitano al boicottaggio, quasi abbiano scoperto solo ora che nei supermercati c’è anche il reparto macelleria. I più “estremisti” invece propongono un’azione eclatante: la restituzione della tessera fedeltà!