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A Milano si cremano solo i residenti: troppi morti

A Milano, che ieri ha sfiorato i 3mila casi di Coronavirus, mille solo in città, le cremazioni avverranno solo per i residenti: i morti sono troppi per le capacità operative del cimitero di Lambrate

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Il Corriere racconta che a Milano, che ieri ha sfiorato i 3mila casi di Coronavirus, mille solo in città, le cremazioni avverranno solo per i residenti: i morti sono troppi per le capacità operative del cimitero di Lambrate:

Il formo crematorio del cimitero di Lambrate, a Milano, da domani sospende il servizio per i defunti non residenti in città. Troppi morti. La media pre Covid era di 46 decessi al giorno — si legge nell’ordinanza pubblicata ieri dal Comune —, mentre «si sta registrando una crescente mortalità anche con picchi superiori a 80 casi al giorno in città». «La situazione sta compromettendo la capacità operativa del cimitero, con tempi di attesa per la cremazione superiori a cinque giorni dall’arrivo dei feretri». Chi muore a Milano senza esserne residente non potrà quindi essere cremato (ma la sepoltura della salma sarà esentata dalle tariffe comunali normalmente applicate sul servizio). Niente di nuovo, purtroppo. La prima ordinanza del Comune sul tema risale infatti al 26 marzo. Durante la prima ondata della pandemia, per quasi tre settimane, dal 3 al 21 aprile, il forno crematorio di Lambrate venne addirittura spento «per l’aumento progressivo dei defunti in attesa di cremazione» che avrebbe potuto provocare persino «conseguenze di carattere igienicosanitario». Oggi si chiude precauzionalmente per non ritrovarsi nelle condizioni della scorsa primavera

Intanto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, alla notizia della zona rossa per la Lombardia, scrive su Facebook: “Il presidente del Consiglio ha firmato il nuovo dpcm che contiene le misure di contenimento del contagio a livello nazionale e ulteriori misure, più stringenti, per le aree a ‘rischio alto’, fra le quali pare evidente ci sarà la Regione Lombardia e la nostra città. Come ho sempre detto, le decisioni del governo vanno rispettate e applicate. La tutela della salute dei cittadini è il primo bene da proteggere e noi continueremo a lavorare perché queste disposizioni siano osservate da tutti i milanesi. Si tratta certamente di misure severe – sottolinea Sala -. Accolgo con favore la conferma delle lezioni in classe per gli studenti fino alla prima media. Non posso non dispiacermi per i ragazzi e le ragazze che non potranno frequentare i loro istituti scolastici. La scuola in presenza, per il suo valore educativo e sociale, resta una delle risorse principali da preservare. Continuerò a battermi affinché gli aiuti a favore di tutte le categorie penalizzate dalla chiusura vengano immediatamente erogati. Per questo sono pronto da subito a farmi portavoce delle loro istanze in tutte le opportune sedi”. “Nel frattempo – fa sapere Sala – ho dato mandato di sospendere il pagamento di Area C e dei parcheggi sulle strisce blu. Milano anche questa volta rispetterà le decisioni del governo e lavorerà unita per uscire al più presto da questa difficile situazione. Ogni giorno da Palazzo Marino mi assicurerò che ciò avvenga”.