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La nuova mappa dell’Italia in zona arancione e rossa

Da domani 17 gennaio nove regioni passeranno alla zona arancione mentre Sicilia, Lombardia e provincia autonoma di Bolzano finiscono in area rossa, ma queste ultime due annunciano ricorsi contro una “punizione ingiusta”. Ecco cosa cambia

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Da domani 17 gennaio nove regioni passeranno alla zona arancione mentre Sicilia, Lombardia e provincia autonoma di Bolzano finiscono in area rossa, ma queste ultime due annunciano ricorsi contro una “punizione ingiusta”. Ecco cosa cambia

La nuova mappa dell’Italia in zona arancione e rossa

Le nuove ordinanze del ministro della Salute porteranno da domenica 17 nuove restrizioni nel Paese, legate all’aumento di Rt e incidenza, che resta per fortuna contenuto: “è frutto degli sforzi fatti negli ultimi 15 giorni”, spiega il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, sottolineando che “siamo quindi in una fase delicata in cui sono richieste rigorose misure di mitigazione per fare sì che la curva si appiattisca sempre di più e possa poi decrescere”. Secondo il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’incremento dell’incidenza è stato infatti “relativamente contenuto grazie alle misure adottate nel periodo festivo”. Queste le regioni che cambiano colore, come spiega Repubblica:

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In un colpo solo le Regioni e Province dove da domani entrano in vigore restrizioni più importanti salgono da cinque a quindici. La Lombardia e la Sicilia (su sua stessa richiesta) passano dall’arancione al rosso e la Provincia di Bolzano entra direttamente in quel colore. In arancione a Emilia, Calabria e Veneto (che ha dati da gialla ma ha chiesto l’altra settimana la classificazione diversa) si aggiungono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d’Aosta. Lombardia e Provincia di Bolzano annunciano ricorso contro l’ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza, che sulla base del monitoraggio della Cabina di regia e della conferma dei dati da parte del Cts sancisce i passaggi di colore. Avverranno da domani, visto che si è deciso di non riproporre la zona arancione nel weekend per tutto il Paese (con questi dati non avrebbe avuto molto senso)

Tra i ‘bocciati’ c’è chi respinge il verdetto emerso dai dati della cabina di monitoraggio. Lombardia e provincia di Bolzano sono pronte a presentare ricorso contro la decisione del Governo di collocare la regione in zona rossa. In questi territori, Sicilia compresa, non sarà possibile uscire di casa se non per motivi di lavoro o particolare necessità, i negozi saranno chiusi e per i ristoranti è previsto solo l’asporto, come per i bar che però saranno aperti soltanto fino alle 18. Nelle regioni zona arancione invece saranno consentiti spostamenti senza autocertificazione e con validi motivi solo all’interno del proprio Comune. I negozi al dettaglio restano aperti ma i centri commerciali saranno chiusi nei festivi e prefestivi. Anche in queste regioni la ristorazione funziona solo per l’asporto. Per i territori in giallo (Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento e Molise), invece, saranno consentiti gli spostamenti all’interno della stessa Regione, i musei saranno aperti e fino alle 18 si potrà consumare anche all’interno di bar e ristoranti. Eventuali allentamenti, per rosse e arancioni, non avverranno a breve: le Regioni appena ‘declassate’ nelle zone più restrittive non potranno comunque accedere a fasce più permissive prima di due settimane. Le ordinanze che assegnano le nuove zone entreranno in vigore domenica 17 gennaio e solo per sabato 16 resta valida l’attuale colorazione. In generale in tutto il Paese gli ultimi provvedimenti, tra il decreto e il Dpcm, impongono fino al 15 febbraio il divieto di spostarsi tra Regioni. Fino al 5 marzo, invece, è previsto il coprifuoco dalle 22 alle 5 del giorno dopo e il divieto della vendita ad asporto di bevande dalle 18. Restano chiuse palestre e piscine mentre i ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì almeno al 50% della presenza. Ma non in tutta Italia: sono numerosi i governatori che hanno scelto di lasciare la Dad. È consentito ricevere a casa propria non più di due persone, eventualmente con bambini al di sotto dei 14 anni o con disabili a carico, una sola volta al giorno. Sul fronte dei viaggi, non sarà prevista la quarantena per chi arriva dall’Ue perché basterà un tampone rapido fatto nelle 48 ore precedenti.