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Gli assessori della Giunta Raggi hanno i giorni contati?

Categorie: Economia, Q&A

Paolo Ferrara, capogruppo grillino in Campidoglio, annuncia che il M5S Roma ha intenzione di intervenire "adesso, o mai più"

Le elezioni sono passate, le prossime saranno tra un anno e il M5S Roma torna ad occuparsi del problema che più lo assilla: gli assessorati di Roma Capitale. Dopo le voci che davano a rischio Linda Meleo e Adriano Meloni, il capogruppo grillino in Campidoglio e recordman delle preferenze a Ostia Paolo Ferrara rilascia un’intervista al Messaggero per lanciare un segnale forte e inequivocabile alla Giunta Raggi e agli assessorati troppo pieni di “tecnici” e troppo vuoti di politici di alto livello. Ferrara comincia dimostrando un’onestà intellettuale superiore a quella di molti suoi colleghi, visto che dice che il M5S è andato male alle elezioni regionali, ma dice anche che per invertire la rotta «servono forti indirizzi politici da attuare nelle singole realtà, nei municipi».

Ora, attenzione: cosa sta sostenendo Paolo Ferrara di preciso? A Simone Canettieri, che gli chiede di fare degli esempi, risponde: «Se ne possono fare tantissimi. Facemmo una battaglia per salvare il parco della Madonnetta? Ora dobbiamo risolvere questa vicenda. Facemmo una battaglia per i mercati generali? Ora dobbiamo portarla avanti». Ora, sui mercati generali – l’argomento che ha portato a schiantarsi la maggioranza grillina all’VIII Municipio – la Raggi annuncia ha annunciato qualche tempo fa con orgoglio la conclusione dell’iter progettuale sull’area nel quartiere Ostiense. Il progetto – bloccato dal M5S dopo le elezioni – è però sostanzialmente identico a quello varato da Marino che non piaceva alla base (e ai portavoce) pentastellati dell’VIII Municipio e che ha portato alla crisi e alla caduta di Pace. Ma perché tutto ciò? Perché il progetto ormai aveva ricevuto tutte le approvazioni necessarie e tornare indietro sarebbe stato rischioso visto che il livello autorizzativo era molto più avanzato di quello dello Stadio della Roma, per il quale la stessa Raggi aveva paventato il rischio di cause risarcitorie nei confronti del Comune e di cause risarcitorie.

Un render del progetto sugli ex Mercati Generali

E che sia questa l’intenzione di Ferrara è facilmente comprensibile dalle domande e dalle risposte successive:

Ci sono troppi tecnici a mettere bocca sul governo di Roma

Se la sta prendendo con gli assessori?
Anche. C’è la necessità di tornare a fare politica reale tra la gente, non bastano i massimi sistemi.

Che vuole dire?
Non è solo una questione di squadra. Ci sono tecnici che vengono da un contesto di grandi teorie, per carità importanti, il discorso però è che devi attuare poi le politiche grazie alle quali ha vinto sul territorio.

Basta tecnici, dunque?
No, vanno bene per le manovre a lungo raggio, ma poi…

Ma poi?
Se dici cambieremo il ciclo dei rifiuti in cinque anni va bene, ma poi i problemi quotidiani chi li risolve? La maggioranza deve incidere di più. I consiglieri conoscono territori e programma, gli altri no.

Gli assessori nel mirino?
Non è una questione di nomi o di singoli. Ma di dossier aperti: rifiuti e politiche abitative, urbanistica con i punti verde qualità, bilancio. Argomenti collegati.

Va bene, dunque, rimpasto?
Serve una scossa forte, tutto è possibile. Dopo le elezioni tutto è possibile. O interveniamo adesso o mai più.

Più chiaro di così è difficile.