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Carlo Calenda si iscrive al PD anti-Renzi

Categorie: Opinioni

Stamattina, con un beau geste che è stato finora la cifra perfetta della sua carriera politica, il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha annunciato su Twitter che vuole iscriversi al Partito Democratico. Calenda si avvicina a un PD furioso con Matteo Renzi proprio mentre un pezzo del partito vive la tentazione del governo con il MoVimento 5 Stelle. E mentre l’attuale segretario ha annunciato nuove primarie per la leadership del partito quantomeno nel medio periodo.

Ora contiamo qualche casualità. Una casualità è che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ieri criticato da Renzi senza nominarlo perché non avrebbe consentito, insieme a Mattarella, a portare il paese al voto nell’aprile o nel settembre 2017, ha accolto subito con grande entusiasmo il tweet di Calenda. La prima gallina che canta di solito è quella che ha fatto l’uovo, recita un vecchio detto: Gentiloni è così assiduo di Twitter? E da quando?

Poi c’è Anna Finocchiaro, che ieri a proposito di Renzi ha detto che le dimissioni vanno date e non annunciate e che la scelta del segretario contrasta con lealtà e chiarezza. Anche lei è entusiasta dell’arrivo di Calenda:

Ma c’è anche Maurizio Martina, vicesegretario del PD che ieri è stato descritto come uno dei più assidui nel chiedere le dimissioni di Renzi e che oggi sui giornali veniva raccontato come pronto a darle davvero, le dimissioni, per rimarcare la sua distanza dal segretario. Un vecchio detto recita: “Tre indizi fanno una prova”.

Infine c’è Matteo Richetti, che aveva lasciato Renzi in polemica all’epoca delle primarie in Emilia Romagna e si è riavvicinato durante il referendum, diventando successivamente responsabile della comunicazione del Partito Democratico anche se non viene per niente descritto come parte integrante dell’inner circle del segretario – anche perché ne parla male in pubblico – chiamato Giglio Magico.

Insomma, l’accoglienza a Calenda di un pezzo del Partito Democratico è davvero commovente, nevvero? Il partito è ancora una grande famiglia, Matteo Renzi può stare sereno.

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