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XVIII Legislatura – La Serie – Prequel

Categorie: Opinioni

La campagna elettorale è finita, che cosa succederà ora? Chi riceverà l’incarico di formare un governo? Come stanno andando le consultazioni? Se lo chiedono in molti e come al solito grazie al sapiente utilizzo delle intercettazioni ambientali e alla telepatia, neXt Quotidiano è riuscito a entrare in possesso di discorsi e dialoghi captati nelle sedi dei principali partiti e movimenti politici italiani. Ve ne daremo conto ogni tanto, in base alla potenza del flusso telepatico, come contributo alla verità e per dare modo ai lettori di farsi un’opinione informata sulle persone e sui protagonisti della politica.

Mattarella [vestito di bianco, siede nervosamente alla scrivania del suo studio]: Allora?
Di Maio [emozionato]: Siamo qui, presidente. Le porgo metaforicamente i milioni di voti degli italiani che ancora credono a questa bella Repubblica e alla sua stupenda Costituzione e meno metaforicamente, se posso permettermi, questo gabarè di sfogliatelle…
Mattarella [sputa]: Ho il diabete, fetuso.
Di Maio: Eccellenza, io… [balbetta] No-noi…
Mattarella: “Noi” il cazzo, qui ci sei solo tu. Dov’è andato quell’altro ora?
Renzi [da sotto il tavolo]: Sto sciando.
Mattarella [lo pungola con una racchetta in legno di foggia antiquata]: Esci, mannaggia a te, ho il campo prenotato alle tre e mezza. Lo sai che dopo fa buio? Lo sai che in cinque anni di centrosinistra di governo non siete riusciti a regalarci qualche ora di sole in più?
Renzi [esce]: Oioioioi! O che volete? Abbiamo perso le elezioni, saltiamo un giro, basta responsabilità! [arrotola un giornale e parla come in un megafono] CHE SI ARRANGINO I POPULISTI!
Di Maio [triste]: Beh, se è così io vado a casa… Poi mi si fa tardi, devo preparare l’arista per Davide, se quando torna a casa non trova la cena pronta si arrabbia…
Mattarella: Il cazzo. Qui si fa il governo e lo si fa prima delle tre e mezza. Che devo fare? Le consultazioni della minchia con questi quattro scappati di casa che sono arrivati in Parlamento? No. Sedetevi e zitti.
Renzi: Eh, vorrei ma ho una telefonata di lavoro. [tira fuori il telefonino fingendo che stia vibrando] O Bliablio, da quanto non ci si sente! Tutto bene? Io… beh… fine settimana un po’ così, ma nulla di grave, dai! Non mi è riuscito di andare all’Abetone… Come vanno le compravendite di adamantio in Beciuania?
Mattarella: [afferra il telefono] Seduto.
Renzi: Questo, Sergio, è populismo.
Mattarella: Mica sono stupido/ Se esisto a vanvera/ Coi maiali state chiusi voi/ Fatelo.
Di Maio: [turbato] Se ricominciassimo domani? Tutti più tranquilli, con il mandato dei rispettivi partiti e gruppi parlamentari. Non esistono ancora neanche i gruppi parlamentari…
Mattarella: NOOOOOO HO IL CAMPO PRENOTATOOOOOO
Renzi: Beh, ma noi siamo “democratici”, caro il mio taddeo. Significa che [controlla su un foglietto] devo richiedere il mandato degli iscritti per fare concessioni di una tale portata. Lol, c’è davvero scritto così [lo mostra a Di Maio]!
Di Maio: LOL.
Mattarella: Ce l’hai il numero degli iscritti? Chiamali ora.
Renzi: [tira fuori un telefono giocattolo] Faccio subito. [gira la ruota] Compagno gattino!
Il gattino: Miao!
Renzi: Come va sul Monte Amiata? Sempre in gamba voi lassù… Eh eh eh… Senti, che ne direste voi dei circoli di zona di un governo con i Cinque Stelle?
Il gattino: Miao!
Renzi: È una fase politica intensa. Bisognerà avere pazienza, Presidente.
Mattarella [sbuffando]: Mannaggia, per ogni set che mi fate perdere vi rompo un osso a tutti e due.
Di Maio: Sfogliatella?
Il gattino: Miao!

— lo diciamo ai meno svegli che potrebbero equivocare: questo post è satira, la telepatia è una capacità ipotetica, non abbiamo apparecchi per le intercettazioni —

Copertina di El Giva per Nextquotidiano