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I 45mila euro spesi da Vito Crimi per i sondaggi

Ne ha ordinati tre per conoscere il suo gradimento personale e quello del governo

Il sottosegretario all’editoria del governo Conte Vito Crimi ha speso 45mila euro per conoscere il livello di gradimento della sua figura presso l’opinione pubblica e quello del governo. Un totale di  tre sondaggi per monitorare l’opinione della gente sulle attività e sulle decisioni dell’esecutivo gialloverde. Per una spesa di 45mila euro, fa sapere oggi Il Giornale in un articolo di Pasquale Napolitano:

Evidentemente, l’esito del monitoraggio non avrà fatto impazzire Crimi: ed infatti sul sito della presidenza del Consiglio non c’è traccia dei risultati delle analisi di Crimi. Ma solo dei costi. La prima indagine risale a settembre 2018: il governo ha giurato il primo giugno. Dunque, dopo tre mesi di attività, spinto forse anche dagli spin grillini, Crimi ha subito messo le mani nelle casse dello Stato per finanziare il primo sondaggio: 22mila e 500 euro per realizzare «un monitoraggio dell’opinione pubblica sulle attività e sulle decisioni del governo, da svolgersi con i sistemi di rilevazione Cati, Cawi, nonché con analisi testuale dei principali social».Esito?Sconosciuto.

Il verdetto, forse, il sottosegretario lo conserverà gelosamente negli scaffali del suo ufficio. Passano tre mesi e l’uomo  che vuole rivoluzionare l’editoria in Italia, per adesso ha fatto arrabbiare sia le piccole testate che i grandi gruppi editoriali,ci riprova: arriva un nuovo sondaggio per un costo di 4.500 euro. E anche in questa circostanza non è possibile conoscere l’esito dell’analisi. Anno nuovo, vecchi sondaggi: gennaio 2019,il sottosegretario Crimi attinge di nuovo ai fondi dello Stato per commissionare un altro monitoraggio. Nel frattempo, lancia gli stati generali dell’editoria che rivelano l’ennesimo flop. L’impegno spesa per il terzo sondaggio è pari a 18mila euro: l’arco temporale messo sotto osservazione va dall’8 febbraio fino al 12 aprile 2019.

Un’analisi che Crimi vuole sia estesa anche ai social, per conoscere il livello di gradimento del governo anche sui principali canali social. Forse in questa circostanza, il duro e puro sottosegretario farà conoscere l’esito della ricerca, pagata con i fondi pubblici, agli italiani.

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