Economia

La guardia al rocchetto di nichel costa 57mila euro al Comune di Roma

nichel campidoglio

Vi ricordate il rocchetto di nichel? La storia del metallo dato in pegno per un credito del Comune di Roma e messo a bilancio per un valore forse leggermente sovrastimato ha uno sviluppo interessante: Repubblica Roma oggi racconta che per la sua sorveglianza il Campidoglio spenderà 57mila euro. E non solo:

Il Campidoglio a trazione grillina si prepara a spazzare via quasi 539 milioni di euro in «beni e servizi» entro la fine del 2020. Fondi recuperati dal bilancio ordinario del Comune, in minima parte grazie all’aiuto dei privati, ma anche attraverso mutui per un totale di 150 milioni. Un prestito che poi andrà restituito con gli interessi. E che servirà a sostenere buona parte del programma biennale degli acquisti di palazzo Senatorio appena approvato dalla giunta Raggi.

Nell’elenco c’è davvero di tutto. Si parte dai 57 mila euro che verranno spesi per fare la guardia fino alla fine del 2021 all’ormai stranoto cavo di nichel che venne dato in pegno a Roma Capitale dal finanziere Giovanni Calabrò nel 2011, in era Alemanno. Un affare che continua a gravare ogni anno sul rendiconto comunale.

Ma che è comunque più leggero della voce riservata alle chiamate dei dipendenti del Campidoglio: il loro traffico telefonico costerà 6,4 milioni nei prossimi anni. Una somma destinata a salire se i 3,6 milioni che verranno spesi per i prossimi concorsoni produrranno le assunzioni per cui la sindaca Virginia Raggi sta brigando con il governo “amico” ormai da mesi.

rocchetto di nichel

E c’è anche altro: ovvero le spese per la gestione dei residence comunali e progetti scolastici, oltre che quelli per il sostegno delle fragilità e decine di milioni per i servizi di cui devono occuparsi i 15 municipi, c’è anche spazio per un capitolo tutto dedicato a spese “bestiali”. Con una carica da 101 mila
euro verrà finanziato il servizio di allontanamento degli storni, il distress call per evitare che il centro storico si ricopra di guano. Poi ci sono le aziende agricole del Comune, da Castel di Guido alla Tenuta del Cavaliere. Servono trattori, mangimi per il bestiame, cereali, patate, verdura, frutta e noci per oltre 600 mila euro.

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