La macchina del funky

Virginia Raggi e l'incubo delle chat su Whatsapp

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Un incubo di brutte sorprese. Questo pensano i vertici del MoVimento 5 Stelle a proposito delle famigerate chat dei quattro amici al bar (Frongia, Raggi, Marra, Romeo) su cui si è abbattuta la scure degli omissis della procura e che però su richiesta dell’avvocato di Marra potrebbero essere desecretate. Secondo Annalisa Cuzzocrea e Giovanna Vitale su Repubblica nel MoVimento c’è chi vorrebbe la pubblicazione di quelle chat per chiudere la vicenda:

«Dobbiamo capire se possiamo reggere questa cosa – dice chi ha parlato in questi giorni con i diarchi del Movimento – il codice etico ci consente di salvare o scaricare Virginia, tutto dipende da cosa c’è in quegli omissis. Una cosa è certa però: se solo emergesse un rapporto confidenziale con Marra, vorrà dire che la sindaca ha mentito ai cittadini, nel momento in cui lo ha definito “uno dei 23mila dipendenti del Comune”».
Anche per questo, nella sua trasferta, Casaleggio potrebbe essere accompagnato da alcuni legali che stanno seguendo la vicenda romana. In modo da capire quel che rischiano i 5 Stelle dalle rivelazioni attese nei prossimi giorni e quel che rischia Raggi non solo a livello giudiziario – sarebbe imminente un avviso di garanzia per falso e abuso d’ufficio – ma anche a livello di immagine.

Le telefonate tra Marra e Romeo e l'assegno per la casa Enasarco
Le telefonate tra Marra e Romeo e l’assegno per la casa Enasarco

In più, in Campidoglio potrebbe compiersi l’ennesimo passo indietro, stavolta sulla procedura di interpello che aveva portato alla rotazione dei dirigenti della macchina comunale (e alla promozione del fratello di Raffaele Marra, Renato):

Il Movimento pensa di invalidarla completamente, per tutelarsi davanti ai rilievi dell’Anac e alle eventuali contestazioni della Procura: perché dalle chat intercettate tra Marra e Romeo risulterebbe che quegli spostamenti sono stati tutti decisi dall’allora capo del personale, mentre con una lettera all’Authority di Raffaele Cantone la sindaca se ne era assunta la piena responsabilità. Cancellare tutto e tornare indietro ancora una volta. Sarà probabilmente questo il consiglio degli emissari Bonafede e Fraccaro, vicini a Luigi Di Maio. Mentre il fronte ortodosso si prepara ad attaccare non appena arriveranno notizie più chiare dalle inchieste in corso. E racconta, nei colloqui privati, che una delle prime conversazioni attese è quella in cui Marra dice a Raggi di voler promuovere il fratello.
Con lei che inizialmente si irrigidisce, per poi cedere e convincere l’assessore Adriano Meloni ad averlo come capo del dipartimento del Turismo. «Se sei Santa Maria Goretti della trasparenza, perché non tiri fuori le chat?» chiede polemico un deputato che sul caso ha le idee molto precise. «Se qualcuno ha sbagliato deve pagare ed essere allontanato dal Movimento». Il malcontento non è quindi sedato dal lavoro ai tavoli sul programma, considerato da alcuni troppo burocratico. Oltre che i temi, si studiano gli organigrammi dei ministeri per capire quante persone servono, con quali competenze, e quante di queste figure sono soggette a spoil system. Alla politica, torna invece a pensare dopo la pausa guatemalteca Alessandro Di Battista, che si prepara a girare l’Italia ancora una volta con un tour su economia e reddito di cittadinanza.