Opinioni

«Virginia Raggi potrebbe essere indagata per abuso d'ufficio»

Anna Maria Greco sul Giornale di oggi dice che Virginia Raggi rischia di essere indagata per abuso d’ufficio a causa dell’assunzione di Salvatore Romeo, dipendente del Comune e attivista M5S, come capo della segreteria. Della stessa storia parlò il 4 ottobre scorso il Messaggero, anche se la procura aveva smentito la circostanza. Tutto nasce dal parere chiesto ad agosto dal Campidoglio al professor Aristide Police sulla nomina di Romeo: il professore, uno dei maggiori esperti amministrativi, spiegava che la delibera che il Campidoglio ha varato per il contratto a tempo determinato di Romeo, dipendente comunale in aspettativa, con stipendio triplicato, non era valida. A settembre la retribuzione era stata tagliata, sempre con delibera, ma il parere dell’ANAC su Romeo nel frattempo certificava che l’assunzione di un assunto non avrebbe dovuto proprio venire messa in campo. Così come avevano certificato l’Avvocatura capitolina e il capo di gabinetto poi giubilato, Carla Raineri.

Ad agosto, dunque, La Raggi non volle dar ascolto agli esperti della materia e andò avanti ugualmente per la sua strada, sfidando le regole. A settembre perseverò nell’errore, facendo approvare il 30 la seconda delibera illegittima su Romeo. Illegittima perché ad essere irregolare era lo strano procedimento, rimasto invariato, prima ancora dello stipendio che alla fine è stato ridotto di un terzo. Due stranezze dimostrano che in Campidoglio si è cercato di insabbiare ambedue i documenti, ritenuti troppo scomodi. Soprattutto perché letti insieme proprio non lasciano dubbi sull’anomalia pro Romeo.
Il parere di Police, ordinario di diritto amministrativo alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Tor Vergata è datato 19 agosto, è stato regolarmente protocollato in Comune, ma poi ignorato e chiuso in un cassetto, perché nessuno lo conoscesse. Il parere di Cantone, inviato per email il 7 settembre dall’Anac, è stato protocollato solo il 29 settembre (come se fosse discrezionale), quando le opposizioni lo hanno reclamato e dopo settimane di silenzio.

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Si parla quindi dell’esposto di Fratelli d’Italia (consultabile qui) in cui si contestavano le nomine di Daniela Raineri, Raffaele Marra e Salvatore Romeo. L’esposto aveva portato all’apertura di un fascicolo: nella denuncia si sosteneva che «l’amministrazione capitolina, nella deliberazione 14/2016», sarebbe «incorsa nel vizio di legittimità in violazione» di alcune decreti legislativi e del «Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e servizi dell’Ente». Nei pareri, racconta la Greco, le posizioni erano diversificate. In quello di Police si spiegava che l’interpretazione letterale dell’articolo 90 comma 1 TUEL è ostativa ad un’assunzione come quella di Romeo.

 Il secondo parere, quello dell’Anac, risponde ad un quesito che sembra coniato ad hoc per salvare Romeo, sulla base di un regolamento del Comune di Firenze citato come precedente di una procedura analoga. Ma Cantone, pur in termini molto difficili da decifrare e quasi elusivi, afferma la «necessità» di un«regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi» per consentire l’applicazione dell’articolo 90 del Tuel all’assunzione di personale già dipendente dal Comune tra i collaboratori dello staff del sindaco. E, visto che Roma Capitale quella norma non ce l’ha, se ne deduce che la nomina di Romeo come fosse un esterno dall’amministrazione è illegittima.

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Gli stipendi dello staff della Giunta Raggi (Il Messaggero, 17 agosto 2016)

Conclude l’articolo: la Raggi pubblicò il parere ANAC sulla Raineri poche ore dopo l’arrivo, mentre non protocollò nemmeno quello su Romeo.

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