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Tutti i voti che il PD ha regalato ai 5 Stelle

Categorie: Politica, Q&A

I Dem rispetto alle politiche del 2013 perdono ben 2,6 milioni di voti, il 30,2% del totale. Il Pd perde quote rilevanti di voti a favore dell’M5S e spesso anche verso la Lega

Un milione di voti. In quattro anni il Partito Democratico è riuscito a perdere la preferenza di un milione di persone che ha deciso di votare per il “peggior nemico”, ovvero il MoVimento 5 Stelle. Secondo gli analisti di SWG, fatto 100 gli elettori PD del 2014, la metà è rimasta con Renzi; 15 se ne sono andati nel calderone del non voto, quasi 17 hanno preferito le insegne pentastellate (circa un milione di persone in assoluto), 8 le varie formazioni di centrodestra, qualcosa più di 3 sono emigrati verso la Bonino e solo 4 si sono spostati con Bersani e D’Alema. Le ragioni numeriche di una sconfitta che il segretario del Partito Democratico non ha ancora avuto il coraggio di analizzare sono tutte qui e sono drammaticamente rinchiuse nei flussi di voto che oggi il Messaggero pubblica in questa infografica: a preferire i grillini dopo aver scelto altro è il 9,8% del totale di chi aveva votato PD, il 4,4% di chi votava Popolo delle Libertà e il resto viene da Monti e SEL. Un successo che permette al M5S di tamponare anche i voti in uscita e diretti verso Matteo Salvini (l’8% del totale) e di presentarsi come il primo partito alla chiusura delle urne.

I flussi di voti alle elezioni politiche 2018 (Il Messaggero, 6 marzo 2018)

E non c’è solo SWG. Anche secondo l’Istituto Cattaneo, spiega oggi Paolo Baroni sulla Stampa, il dato «più clamoroso» è ovviamente quello del Pd che paga la sostanziale smobilitazione dell’elettorato tradizionale nelle sue aree storiche di insediamento a partire dall’Emilia.

In pratica i dem sarebbero vittime di una sorta di «astensionismo asimmetrico», col risultato che rispetto alle politiche del 2013 perdono ben 2,6 milioni di voti, il 30,2% del totale. Il Pd perde quote rilevanti di voti a favore dell’M5S e spesso anche verso la Lega. Rispetto al boom del 2014, quando arrivò al 40%, Renzi deve così rinunciare ad oltre 5 milioni di voti. Di questi, stando all’Swg, oltre il 15% (1,68 milioni di elettori) ha optata per l’astensione.

Un altro terzo (3,36 milioni di elettori) ha invece voltato le spalle all’ex premier, preferendo in gran parte il movimento guidato da Luigi Di Maio a cui sono finiti ben 1,88 milioni di voti (16,8%) e in secondo luogo +Europa che intercetta il 3,4% dei vecchi elettori Pd (e 380 mila voti). Un 8% degli oltre 11 milioni di elettori che avevano scelto il Pd, ovvero altri 900 mila voti scarsi, ha invece cambiato completamente schieramento optando per il centrodestra, mentre un altro 4% (450 mila voti scarsi) ha optato la sinistra di Liberi e Uguali che riceve dal Pd «solo» il 34,6% dei suoi lettori.

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